Diama Band – Pop Art Music Contest (Semifinali)

Galleria fotografica dell’esibizione della band al Pop Art Music Contest organizzato dal Bar Prestige di Bettolle. Componenti della band: Francesco Grotti (voce), Roberto Grigiotti (Basso elettrico), Marco Fanciullini (Batteria), Giacomo Ghezzi (Chitarra).

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Fotografie di Michele Berti (www.micheleberti.it).

Grande successo del Pop Art Music Contest sulla stampa …

Oggi la homa page de Il Cittadino On line riporta tra gli articoli piu’ letti il pezzo di Enrico Campana “A Bettolle Piace il rock del cantautore” uscito il 29 Luglio:

A Bettolle piace il rock del cantautore tra gli aritcoli piu letti de Il Cittadino On line

A Bettolle piace il rock del cantautore tra gli aritcoli piu' letti de Il Cittadino On line

Sempre in home page de Il Cittadino on line, nella rubrica “Eventi”, e’ presente un secondo articolo – sempre di Enrico Campana – riferito questa volta all’ultima semifinale tenutasi ieri 29 Luglio: “Sabato finale a tre al Pop Art Music Contest di Bettolle

Sabato finale a tre al Pop Art Music Contest di Bettolle

Sabato finale a tre al Pop Art Music Contest di Bettolle

A riprova di questo successo facciamo notare come anche su Google, facendo una ricerca per www.ilcittadinoonline.it, l’articolo “A Bettolle Piace il rock del cantautore” compare in testa alla lista dei risultati (3° risultato proposto, v. immagine sotto):

Google

A Bettolle piace il rock del cantautore in testa alla lista dei risultati su Google

Bettolle, sabato finale a tre al Pop Art Music Contest

La notizia vera non è la qualificazione, quale vincitrice della terza semifinale, del Pop Art Music Contest per la lunga notte di questo sabato sera (31 luglio) al PrestigeBar di Bettolle, del “degregoriano doc” Carlo Francis, la bombetta, l’abitino nero gualcito, i suoi “musici” di altissimo profilo dei quali si deve ricordare che la musica non solo la onorano ma la insegnano, facendo da supporto anche ad artisti famosi. Basta per tutti il nome della divina della musica. Sì, proprio lady Mazzini in arte Mina.

La notizia vera è che ha fatto la sua bellissima figura la Diamaband col suo solista-trasformista. L’aretino Francesco Grotti ha infatti smesso i panni (anzi: il cappellino da marine in libera uscita) del “rock carnale” di Vasco Rossi per dare una piccola lezione di professionalità.

[…]

L’ultima semifinale ha dunque premiato Carlo, l’avvocatino di Chianciano che a settembre presenterà il suo cd. Se ha saputo calamitare professionisti esperti significa che possiede carisma, idee e talento perché in queste band prospettiche i musici stanno al capo come i capi-mastro hanno innalzato l’opera di Michelangelo e Buonarroti.

Così Enrico Campana su Il Cittadino On line. Leggi l’articolo integrale su www.ilcittadinoonline.it.

Carlo Barlozzo sul palco del Pop Art Music Contest (Prestige Bar - Bettolle)

Carlo Barlozzo sul palco del Pop Art Music Contest (Prestige Bar - Bettolle)

Carlo Francis – Pop Art Music Contest (Semifinali)

Galleria fotografica dell’esibizione della band al Pop Art Music Contest organizzato dal Bar Prestige di Bettolle. Componenti della band: Carlo Barlozzo (Voce e Chitarra), Gianluca Meconcelli (Batteria), Guido Pietrella (Basso) e Diego Perugini (Chitarra).

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Fotografie di Michele Berti (www.micheleberti.it).

Pop Art Music a Bettolle, Madyas primi finalisti

Di Enrico Campana

Pronti partenza via. Nella prima semifinale il duello all’ultima nota giocato su tre brani inediti e cover a piacere, è davvero per dirla in chiave sportiva questione di millesimi di secondo. E per la finale di sabato 31 luglio a Bettolle la spunta il punk-rock dei sorprendenti Madways sui Biondareef bravissimi “seguaci” di un pop-rock fra metafore e trovate geniali, come capitare a Malibu, e vederla innevata (di coca..) e quel sano sentimento che ancora alberga fra i giovani e richiama la tragedia della Love Parade di Duisburg di poche ore prima. Dell’amico col quale si condivideva la passione della musica, e adesso non c’è più, anzi no n è ancora nei dintorni.

E’ un po’ troppo forzato supporre che la musica, forse oggi il maggior centro gravitazionale nella comunicazione planetaria fra i giovani, ci abbia messo lo zampino. E che ci sia un invisibile fil rouge che unisce l’avanguardia di Andy Warhol e la sua Pop Art con una corrente musicale di grande successo, quello dei Velvet Undergound, di Lou Reed e della fascinosa Nico e l’ardito omaggio che gli ha voluto dedicare questo street-festival. Un microscopico puntino nelle immense galassie che ha pensato fra tante pacchiane serate col complessivo forte della cantante coscia lunga che si alterna all’omaggio al politico locale e alla porchetta, di riprendere nel manifesto la famosa banana dipinta dall’artista e dedicargli un contest con 12 giovani band e un solo traguardo: sperimentare e divertirsi a tutto rock!

Il caso ha voluto, ma sarà solo un caso, che la prima finalista del Pop Art Music di PrestigeBar sia il giovanissimo gruppo debuttante di Arezzo che ha scelto di chiamarsi Madways. Un’etichetta già in partenza intrigante che si presta a una doppia interpretazione. Potrebbe essere semplicemente “a mezza strada”, la voglia di arrivare in un punto più lontano, o più ironicamente “la strada pazza”, nel senso di curiosa, originale. Quella che ti sei costruita nella tua fantasia, non sai bene da dove viene, chi bene l’abbia tracciata e lascia il percorso aperto a sorprese, sfide, heppening. Insomma, qualcosa che prima e poi ti chiamerà a delle sfide, magari irta di ostacoli ma che è il tuo destino.

Foto di Michele Berti. All rights reserved.

Foto di Michele Berti. All rights reserved.

Ed è successo quindi, in questa strana ventata che sa un po’ di “metafisico” che abbiano vinto dunque i Madways con la sua little-Nico, quella Jessica simil bad-girl e tanto honey, gli stivaletti, la minigonna per niente tentatrice, l’orecchino al naso che ricorda la Patty Pravo dei tempi del Piper, e ha una voce tonante ma ci lavora sopra notte e giorno e oltre a scrivere i testi ci sa fare anche al piano, forse il suo jolly per la finale. Cantando rigorosamente in inglese, con testi velati per ora di mistero, pensati, scritti e interpretati direttamente nella lingua di Shakespeare, la cantante Jessica, Alessandro e Mauro alle chitarre, Matteo al basso e Luca alla batteria e Michela consulente creativa sembravano sbarcati da Liverpool o da Edinburgo e non dal garage della Valdichiana preso in affitto dove da un anno stavano preparando questo debutto che migliore non poteva essere.

Foto di Michele Berti. All rights reserved.

Foto di Michele Berti. All rights reserved.

“Nelle prove – questa la scheda autoronica consegnata alla giuria -imparano a conoscere i differenti stili amalgamandoli in qualcosa che non avevano mai sentito prima. Abbandonano le cover (i pezzi famosi, come quelli dei led Zeppelin che hanno ritoccato chiedendo scusa, nda) ed iniziano a mettere assieme qualche accordo, il risultato sono dei pezzi divertenti che i loro amici considerano pensosi, ma che poi iniziano ad apprezzare. Poi entra in scena Jessica..”

Difficile chiamare sfondare con un nome da cantante country western, certamente il discografico-pigmalione di turno incrociandola le darà un nome d’arte, e sarebbe perfetto Twenty, traduzione di 20, che sono la sua bella età, ma non cambierà la sua spontaneità. “Sono semplice, ringrazio i miei amici, quel che viene è di tutti”, si schermisce toccando il piccolo collier col primo dentino caduto.

Foto di Michele Berti. All rights reserved.

Foto di Michele Berti. All rights reserved.

“I Biondareef sono un gruppo molto omogeneo, sono bravi, sanno quello che vogliono, col loro pop-rock cercano di portare i loro pensieri alla portata di tutti, i Madways traggono le loro radici a Londra e le note rock di Jessica sono a parer mio devastante”, si sbilancia Luca di Birranthology, uno dei quattro giurati e organizzatore un musical settembrino a Scrofiano giocato sul rockabilly.

Vittoria dunque di strettissima misura, mi rileggo in testo di “After Show” dei Biondareef che dice: “sento teatro di voci, appeso alla mediocrità del suono, che non riesco a coprire quando la luce sparisce…” Niente di polemico, ovviamente solo un piccolo frammento di una produzione forse paradossalmente troppo prolifica, ma chi può frenare l’eccesso di creatività?. Per l’originale viaggio musicale “dalla Pampa a Malibù alla stanza 696 di un amore consumato nel buio”, voglio perciò ringraziare Jonathan Sarri voce e piano, Stefano Bianchi (che ha sostituito il fratello infortunato) e Michele Bacci chitarre, Michele Bacci e Stefano Isoletti batteria. Come si dice in queste occasioni, alla prossima volta. Seconda semifinale domenica sera fra la band Andrea Pinuti di Sinalunga e i Desamadre di siena, terza giovedì 29 luglio fra Diama band di Arezzo e Carlo Francis di Chianciano. Finalissima a 3 del PrestigeBar di cui il Cittadinoonline.it è Media partner nella lunga notte di sabato 31 luglio, naturalmente come trofeo sarà una banana speciale, quella dipimta da Warhol per i suoi Velvet Undergound.

La dolce riscoperta delle marmellate

Angiolino Berti ha presentato al rotocalco Tv “Focus” il suo incredibile record dedicato a un prodotto dimenticato che fa bene anche alla salute

BETTOLLE – A Focus, il programma ideato e curato da Alex Revelli e condotto da Susanna Cutini, ha dedicato attenzione al curiosissimo record di Angiolino Berti lo chef che ha realizzato ben 181 marmellate per richiamare l’importanza su un recupero importante per l’alimentazione, la salute (le pectine sono naturali, agrumi e mela), e l’innovazione sulla tavola.
Lo chef della Bottega del Gusto ha trasformato un hobby che gli sta dando grandissimi soddisfazioni e riconoscimenti e alla base del quale c’è competenza, studio, creatività e un grandissimo sacrificio in quanto prepara personalmente marmellate, confetture, gelatine e mostarde che via via ha abbinato ai piatti del suo ristorante “Opera teatro del Gusto” all’uscita Valdichiana dell’Autosole. Ultima sfida, in un crescendo di originalità, la marmellata di olive, a base di polpa di oliva e i tortelli di pasta fresca fatti a mano che sono stati dedicati a Garibaldi in quanto il ripieno di ricotta , pecorino e pepe è composto anche dall’energetico preferito del generale che alleviava anche i suoi reumatismi. Si trattava di una marmellata di rape rosse o barbabietola e finocchio napoletano e radice amara o zenzero, un segreto che Angiolino Berti ha preso da una novella incentrata sull’arresto di Garibaldi a Sinalunga dopo una famosa cena dedicata all’ospite.

La riscossa delle marmellate ha trovato davvero in questo caso anche il suo…eroe dei due mondi in quanto a parte le creazioni tradizionali, ha messo in vasetto anche frutti esotici e si è concentrato sui gusti dei grandi della storia, dall’albicocca frutto preferito di Leonardo ala crema di riso con la quale Napoleone si curava l’ulcera durante l’esilio all’Elba.

Nel corso della puntata Angiolino Berti ha anche dedicato le sue due ultime marmellate, con tanto di fregio ufficiale, all’Accademia Italiana della Gastronomia Storica, una a base di zucca e arancia e l’altra di clementine a miele. E da ultimo presentato anche l’ultima fatica, “Miglior Gusto”, una piccola guida per esaltare la degustazione delle sue 180 marmellate col cibo (e anche abbinate ai vini) e durante tutta la giornata, dalla prima colazione ai pasti principali fino agli spuntini.

Intanto il 5 dicembre a “Opera-Teatro del gusto” prende il via una serie di serate a tema dedicate alla tavola del piacere dove Angiolino Berti e il figlio Paolo del Prestige Bar proporranno piatti tradizionali rivisitati da assaggi di marmellate speciali con drink e accompagnamento musicale di Jazz Live.

Il programma dedicato alla “marmellate, storia di una tradizione” è visibile su Teletruria domenica 8 novembre (ore 12 e 19.45), giovedì 12 (18.45 e 20.05) e venerdì 13 (ore 13.30) e sabato 14 novembre (13.15 e 19) e su Toscana Tv 47 e Sky Alice 416.