La Valdichina è malata. Di stress ambientale.

di Enrico Campana

La Valdichiana soffre di uno“stress ambientale” preoccupante. Dati alla mano, è la vera “pecora nera” del territorio senese nonostante la cappa dell’inquinamento – comunque sotto la soglia di molte realtà italiane – risparmi un paio di comuni del suo comprensorio per i quali l’“effetto serra” è ancora da atolli polinesiani.

A questa conclusione, un pre-allarme (molto serio) che cozza con possibili progetti-pilota per valorizzare un territorio di altissimo potenzialità per il turismo, gli stili di vita, l’enogastronomia, si arriva sfogliando le pagine di SPIn-Eco, lo Studio di Sostenibilità realizzato nel 2006 dall’Università di Siena per la Provincia e finanziato dalla Fondazione MPS. “Si tratta – si argomenta – di un territorio con alta presenza di attività industriali e caratterizzata da densità di popolazione maggiore di quella provinciale” (precisamente 95 abitanti per km2 contro 66, quindi quasi un terzo maggiore). Maggior densità significa un sempre maggior carico di “veleni” nell’atmosfera.“Questo significa – si conclude – che il consumo di energie non rinnovabili è 14 volte quelle rinnovabili, con un indice di 14,29 maggiore rispetto al 10,65 della provincia”.

In questo territorio a sud di Siena confinante con l’Umbria e il Lazio non c’è stato fino ad oggi sullo spinoso problema una vera presa di coscienza collettiva, amministratori in testa (e parlo anche dei cugini della costola aretina, forse ancora più esposta) per frenare i consumi di energie non rinnovabili e cercare di recuperare, con progetti avveniristici in chiave di sviluppo ed economia verde, il tempo perduto, ridare …ossigeno all’ambiente e risparmiare. Da parte sua la nuova Giunta Regionale si è fatta portabandiera della cosiddetta Green Economy, ma si procede con tentennamenti, con la spada di Damocle di un ambientalismo diviso (Legambiente è favorevole, contrari invece gruppi locali spontanei che alzano barricate, come ad esempio è successo per gli impianti di biomasse a Sinalunga e nella vicina Castiglion Fiorentino (ex zuccherificio Seci-Eridania). Ed essere sotto la scure dei tagli del Governo (piano di stabilità) dovrebbe sciogliere i nodi con tavoli di concertazione, e c’è anche la querelle del nucleare.

Oltre alla “vocazione industriale”, come denunciò il professor Bacci dell’Università di Siena in un recente convegno sulle Rinnovabili tenutosi a Sinalunga, in alcune zone l’inquinamento è aggravato da un traffico intenso (soprattutto di veicoli pesanti) ormai insostenibile, citando il caso dello snodo Autosole-Superstrada. In particolare la situazione dell’arteria di collegamento fra A-1 e quella che porta alla superstrada Siena-Grosseto e all’Autopalio – e riceve poi il traffico proveniente dall’aretino – che consente i 110 di velocità contro i 90 del tratto da Siena a Firenze. E alimenta anche il Co2.

Oltre alle emissioni (“sopra le nostre teste gravano 6 milioni di tonnellate di veleni”, precisò il puntuto studioso senese) adesso – udite, udite! – si affaccia però anche il problema dell’inquinamento acustico, e la popolazione si lamenta di un nuovo fenomeno: il rumore. E un rombo persistente e a volte assordante quando aumentano i flussi a determinate ore si leva dall’asfalto e raggiunge fino ai punti più alti dei bei Colli della zona, come quello di Rigomagno dove un tempo regnava la pace.

Inoltre c’è il costo per lo sviluppo dell’economia commerciale che si concentra ormai su grandi complessi e aree di consumo a spese del negozio e della bottega tradizionale. Il problema più grosso? Il traffico dell’uscita del casello di Valdichiana si è moltiplicato con l’apertura dell’Outlet di Foiano che ha dichiarato di aver avuto circa 4 milioni di clienti nell’ultimo anno. I veicoli arrivano principalmente dall’Autosole, specie nei fine settimana , aggravando ulteriormente lo stress ambientale. Si scarica traffico sul lembo di territorio senese di Bettolle per fare acquisti in quello aretino di Foiano, in tutto in un tratto di 2-3 chilometri che ha portato più problemi che benefici al territorio senese, afferma la gente inviperita perché l’uscita del casello è come una giostra..

La Valdichiana per destino è terra soggetta ciclicamente alla necessità di bonifiche bibliche. Da quella del Fossombroni, per rendere fertili acque acquitrinose e malsane che trasformò la Valdichiana in una zona agricola fra le più rinomate, si è passati alle soglie di un “allarme rosso” per il problema dell’inquinamento ambientale sottovalutato. Questo problema si è trasferito però nel corso di un secolo dalla terra all’aria, ma sempre con ricadute pericolose sulle acque, sui pozzi, su tutto l’ecosistema. Ovviamente questi fattori hanno un costo sulla salute. E in che misura?

A proposito dell’”aspettativa di vita” in questo territorio, siamo tuttavia di fronte a tue tesi opposte. Quella ottimistica espressa dal sindaco di Sinalunga in una conferenza stampa di mesi fa quando motivando lo stop all’impianto di Biomasse in località Le Persie sbandierò uno studio per il quale in questa Valdichiana-Sangrilà si vive più a lungo che altrove. C’è anche una tesi “catastrofista” emersa casualmente in una puntata di un rotocalco di approfondimento di Teleidea, Ztl, dedicato a un’incredibile storia: la realizzazione di ben due golf a 18 buche, quindi di grandi dimensioni, circa 200 ettari totali, nel raggio di 10 chilometri fra Manzano, comune di Cortona, e Castiglion Fiorentino. Progetti che gravano su una zona agricola siccitosa, come denunciato dal consigliere provinciale di Rifondazione Comunista che si oppone al progetto facendosi paladino degli agricoltori.

Secondo Luciano Meoni, il coraggioso consigliere-tribuno del Comune di Cortona che ha lasciato il centro-destra per correre da isolato e che dopo un libro-denuncia sulla malagestione dei Comuni e le infiltrazioni mafiose nella Valdichiana ha presentato un esposto alla Procura aretina riguardante le modalità e le cifre di vendita delle Terme di Manzano a un’immobiliare off-shore caraibica per realizzare un golf e complesso residenziale tipo multiproprietà. Queste terme realizzati con soldi della Comunità Europea sono state demolite in questi giorni senza essere mai state aperte!. Il suo coraggio è messo a dura prova, gli hanno avvelenato l’amato cane lupo, non mette becco sul progetto di riqualificazione di Castiglion Fiorentino ma sottolinea che i terreni agricoli della zona sono considerati “i più inquinati d’Europa” da uno studio della Comunità Europea pubblicato dal Sole 24 Ore.

Tornando al territorio chianino di marca senese, l’impatto dell’”effetto serra” risulta più aggressivo anche per la riduzione delle aree boschive e i terreni da pascolo, per cui l’ammortizzatore naturale è sempre più debole, attorno al 30 per cento, e bisogna cambiare in fretta strada. Le rinnovabili però non sono tutto, bisogna create un piano d’azione articolato, a vasto raggio con tutte le parti in commedia.

Chiudo offrendo ai nostri lettori la classifica del grado di assorbimento nei vari comuni della Valdichiana senese delle emissioni nocive. Il parametro è l’indice-provincia di 2,84, soglia sotto la quale si è “peccatori”. Ogni singola collettività e amministrazione potrà quindi avere argomenti ben documentati dall’Università per riflettere e capire chi è fra i virtuosi e chi inquina, e regolarsi di conseguenza magari con un progetto di consorzio collettivo: 6,30 Torrita, 6,26 Chianciano, 6,21 Sinalunga, 5,78 Chiusi, 5,64 Montepulciano, 0,25 Cetona, 0,19 Sarteano, – 1,49 Trequanda, -2,19 San Casciano Bagni.

Chiaramente il patrimonio boschivo è alla base dell’ecosistema perfetto dei due comuni “sotto zero”, virtuosi o modello che dir si voglia. Ormai purtroppo tutti i comuni tranne San Casciano e Trequanda presentano tracce in misura diversa di “degradazione”, e viene rimarcato che “Chianciano, Chiusi, Sinalunga e Torrita presentano valori di biocapacità molto basse”. E di conseguenza siamo di fronte a “un elevato deficit biologico”.

Chi vuole contribuire a questo mio impegno, può inviare una e-mail (encampana@alice.it) o contattarmi sul 334-3366303