Sinalunga “spaccata” sulle biomasse

Inchiesta di Enrico Campana (Prima parte)

SINALUNGA. Questa è una storia che esce dal seicento, quello delle pagine di Cervantes e del Manzoni, e quindi sembra il canovaccio ideale per il teatro popolare di Monticchiello, dove si scontrano con un insolito scontro fra Don Chisciotte, Don Rodrigo e Don Abbondio . Di ciascun dei duellanti vedremo solo alla fine quale nobiltiate si parrà, è certo che l’accesa querelle arriverà la mattina di sabato 25 settembre fin sul palco del teatrino di Sinalunga, purtroppo con un anno (buono non direi…) di ritardo. E sotto il pungolo di un supercomitato che s’ispira a Don Chisciotte.

Il Mulino a vento in questo caso è l’impianto a biomasse progettato in zona Le Persie. Il Comune ha cercato in extremis di riprendere in mano la situazione varando un interessante convegno al Ciro Pinsuti con vari esperti sul tema.

La cosa ha tutta l’aria di una risposta paludata, dal titolo quanto mai amletico “Energie rinnovabili, più luci che ombre?” Quel punto interrogativo solleverà altri dubbi, altre polemiche, il nodo è difficile da sciogliere: sarà un sì o un no? Chi vince, chi capitola? Finirà con un referendum tardivo dopo 400 lunghi giorni? Giorni altalenanti, caratterizzati da incontri ufficiali, tre conferenze di servizi, incoraggiamenti, slanci e brusche frenate, l’istruzione delle pratiche dei progettisti dell’Azienda Agricola Valdichiana, il placet già incassato da parte dei numerosi organismi di controllo territoriali competenti, e cioè le varie Usl, Arpat, Vigili del Fuoco, Servizio vincolo idrologico della Valdichiana, Genio Civile, Enel e Provincia di Siena.

Quando Sinalunga è stata invasa da volantini di protesta, la voce del sindaco (e Deputato del Monte, due ruoli difficili da conciliare), si è levata stizzita “questo è un chiaro esempio di processo alle intenzioni, perché non siamo quelli che vogliono avvelenare la gente”, ha denunciano alla Nazione, sentendosi bersaglio di un attacco frontale: ”La ragionevole e lecita preoccupazione degli abitanti non può venire strumentalizzata soltanto a fini di lotta politica”.

E’ chiaro che il Comune ha sposato la linea dettata dalla Regione in materia di green-economy. Un capitolo aperto anni fa dal governo Prodi e ampliato da Berlusconi con incentivi e (troppa…) semplificazione burocratica, per cui teoricamente è possibile con una semplice DIA (in questo caso mai presentata, e non c’è nemmeno la lettera d’obbligo per l’inizio dei lavori), avviare un progetto con possibili ricadute sull’ambiente e sulla salute.

“L’impianto – al quale il sindaco Botarelli su Repubblica ha pure riconosciuto una sua validità – è inserito in un piano di miglioramento della Provincia, è sotto il megawatt, stiamo parlando di energie rinnovabili e di emissioni cento volte sotto il limite previsto, e ha il via libera di Arpat, Asl e Vigili del Fuoco. Anche volendolo non potrei fermarlo. Se lo facessi compirei un abuso e il privato avrebbe titolo per chiedermi i danni”.

L’azione in stile donchisciottesco pratica e psicologica sembra però aver creato tentennamenti con possibili inversioni. Il sì iniziale è diventato nel frattempo un nì, l’ultima parola – credo – spetterà alla Provincia competente in materia di emissioni e fumi e già inizialmente favorevole. L’azione martellante dei comitati si fa sentire, ma da Siena e Firenze non si vuole spegnere l’interesse per questa green economy. E difatti nel “convegno paludato” di sabato mattina aperto a tutti (bravi, bene, bis) il Comune di Sinalunga giocherà il jolly dell’Ecocard “e dell’Ecosportello, una banca dati che offre informazioni e assistenza fiscale e burocratica per progetti eco-compatibili dal punto di vista energetico per riqualificare la propria abitazione o azienda”.

Prima però di attrarre investimenti in questo settore, bisognerà trovare adesso una soluzione per questa pratica, che da scontata è diventata scottante. Non era stato così il primo approccio, all’inizio di agosto del 2009, quando si fece avanti l’Azienda Agricola Valdichiana, località Le Persie, distante un chilometro dal Centro Commerciale, pronta a investire in un impianto di biomasse, come in tante altri parti d’Italia. E’ stato così, altrimenti il sindaco non avrebbe parlato più volte di fattibilità, magari con una smorfia sulla bocca. Senza voler accendere nuove polemiche, il rappresentante degli imprenditori conferma però di aver avuto “il via libera” fin dalla prima riunione esplorativa col sindaco e la giunta. Guarda caso, non c’era però il vicesindaco, entrato in scena più tardi, uomo forte, con due deleghe pesanti, attività produttive e ambiente: perché aspettare tanto, si chiede la gente?

Su questo progetto abbiamo voluto essere documentati a 360 gradi, in senso trasversale. Niente libero convincimento, quello spetterà ai giudici se si andrà al Tar. Vinca il migliore, se c’è, in questo intrico.