NAPOLEONE BONAPARTE Era Sterile o no?

di Angiolino Berti

Negli ambienti diplomatici di quell’epoca circolava la voce che il Grande condottiero fosse sterile. Sposo da circa un decennio con Giuseppina vedova di un ghigliottinato, tale generale e Visconte Alexandre de Beauhamais, con un forte desiderio di un erede che non riusciva ad avere dalla sua sposa, cominciò a circolare questa voce insistente di sterilità, nonostante che Giuseppina avesse ordinato agli inservienti di cucinare sia al mattino che alla sera una qualità di riso raro che a quei tempi era proibito per il popolo, in quanto si diceva che era afrodisiaco, dava forza e lunga vita. Era il “Riso Venere”, riso nero che nell’antichità era riservato a Re e Imperatori. Nonostante tutte queste accortezze il matrimonio fallì, in quanto venne scoperto che sterile era Giuseppina.

Dopo aver divorziato da Giuseppina, Napoleone sposò la figlia dell’ Imperatore Francesco II°, Maria Luisa d’Asburgo-Lorena che le diede l’erede da tanto desiderato, Napoleone Francesco Giuseppe. Cio nonostante, avendo scoperto queste longevi proprietà del Riso Venere, Napoleone non abbandonò mai questo alimento, che non mancava mai sulla sua tavola, ed ordinò a suoi cuochi e servitori che venisse usato in tutte le pietanze a lui riservate, e persino nelle marmellate che tanto amava.

Con il tempo si è anche scoperto che Napoleone era anche un grande amante del cioccolato, e la Bottega del Gusto di Angiolino Berti dopo un attenta ricerca ha elaborato una creazione al cioccolato amato da Napoleone con “Mela Golden- Riso-Cacao” una vera delizia per colazioni sfiziose e per grandi gelati alla crema o panna, ma anche da abbinare ad una eccellente Ricotta di Pecora.

Provare per Credere

Angiolino e il ‘segreto’ di Garibaldi

Articolo apparto su “La Nazione” di Sabato 12 Marzo 2011

Angiolino e il segreto di Garibaldi

Unità d’Italia più… dolce con la marmellata di Garibaldi

Siena – E così per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia l’uomo dei Mille verrà ricordato anche per la sua Marmellata preferita. Col protocollo dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi e la firma del dirigente dell’Ufficio di Siena, il 17 febbraio è stata riconosciuta la titolarità del marchio della marmellata “Il segreto di Garibaldi” alla Bottega del Gusto di Berti Angiolino di Bettolle (Sinalunga) il quale con le sue 250 creazioni artigianali è in corsa anche per il Guinness dei primati che sta assumendo informazioni per questa singolare certificazione.

L’immagine-cameo del generale con lo sventolio del tricolore compare sul marchio in corsivo, con la specifica degli ingredienti: Confettura di Rapa Rossa, Finocchio e Zenzero. Si chiamano confetture tutte quelle marmellate che non sono a base di agrumi, anche se per la verità qualche goccia di limone fa parte di questa “pappina rossa” che corroborava lo spirito del generale e alleviava i dolori alle articolazioni causati da un’artrosi frutto delle tante battaglie e le marce campali nei quattro angoli di mondo.

Il “famoso” segreto del campione più amato del Risorgimento fu un regalo di un genetista scozzese il quale combattè, al suo fianco, come medico di campo, in Sud America fornendogli questa ricetta semplice, preparata in un mortaio, che surrogava a volte anche i pasti molto frugali. E che possiede proprietà energetiche e curative, anche per lo zenzero che ha sostituito una radice amara che si vuole fosse il rafano o la bacca di senape.

La domanda della Bottega del Gusto era stata presentata il 26 luglio, l’iter è durato sei mesi, nel frattempo però è entrata in commercio con immediato successo e, anche per il valore simbolico, sembra che sarà utilizzata anche nel campo della diplomazia, nella quale il generale non eccelleva col suo carattere di combattente. Il consolato italiano di Toronto sta interessandosi per presentarla durante le celebrazioni ufficiali previste in Canada.

Un altro riconoscimento ufficiale, per quanto concerne le marmellate storiche di Bottega del Gusto, è venuto dal Museo Civico Polironiano di San Benedetto Po (Mantova) che inaugurerà il 30 aprile una stanza dedicata a Matilde di Canossa nella sede nel monastero fondato nel 1007 da Tedaldo di Canossa dove la contessa è sepolta dal 1115.

Matilde fu al fianco del papa, il grossetano Ildebrando di Sovana (Gregorio VII), costringendo l’imperatore a prostrarsi in ginocchio per chiedere perdono nella guerra per le investiture. E’ un omaggio alla grande benefattrice che fondò ospedali e ponti e salvò il Papato secoli prima di Caterina da Siena, e anche un recupero storico che spesso ignorato e ricavato da novella dello stesso autore de “Il segreto di Garibaldi”.

Pur essendo la famiglia di origine mantovana e avendo vissuto a Canossa, sull’Appennino reggiana, Matilde fu Marchesa di Toscana, e spesso dimorava spesso La “sua” confettura è a base di Susina Claudia, molto coltivata nelle terre matildiche, menta e miele, e veniva servita nei grandi convivi come dessert, specie d’estate.

Bettolle, 26 febbraio 2011

Golf, le giuste nozze fra Toscana e Verona

“Golf, cosa non si fa per te…”. Questo lo slogan che tiene a battesimo la quinta edizione del Salone Italiano del Golf di Verona dal 5 al 7 febbraio, ed è un modo per cercare di capire l’effetto derivante dai grandi risultati internazionali dei giocatori azzurri e soprattutto quale spinta potrà arrivare sul breve e medio termine per questo sport come investimenti, ricerca, progetti, economia, turismo, promozione, innovazione e altri aspetti. E definire concretamente quale sarà sul piano pratico il grado dello slancio e della fiducia, quali gli orientamenti degli imprenditori, l’aspettativa della domanda e offerta e gli eventuali investimenti nel contesto di un momento economico non facile. Ma nelle ultime edizioni, grazie al trasferimento di questo evento a Verona che ha già espresso un potenziale interessante, è balzato in primo piano un Made in Italy di qualità, orientato a competere sui mercati internazionali, rappresentato anche quest’anno da un centinaio di aziende e marchi sempre più numerosi, con un 20 per cento circa di turn over. Non si tratta solo di aziende ma anche piccoli artigiani ricchi di inventiva e di coraggio e si può trovare il meglio dallo spillo (tee) alle sabbie per realizzare un campo da golf in grado di abbassare i costi di manutenzione.

Chi e come investirà dunque nel golf?. E’ questa la domanda ricorrente che avrà un risposta al termine di un evento che non si limita all’aspetto del commerciale imponendosi come un contenitore ricco di spunti, di iniziative, incontri, sorprese e che interessante chiave strategica per lo sviluppo del golf vede scendere in campo anche la Federazione Italiana che presenterà col suo presidente prof. Franco Chimenti il Progetto Scuola.

Se il ministero del Turismo guarda con interesse al golf e promette in futuro incentivi per la realizzazione di campi a 18 buche per creare flussi importanti grazie al clima, alle città d’arte e l’enogastronomia, gli altri paesi non stanno però a girare i pollici. E’ molto ambito infatti l’italico turista-golfista. La concorrenza viene dal nord-Africa, e oltre alla Tunisia quest’anno debutta al Salone il Marocco che grazie alle presenze nei mesi invernali ha creato un turismo di notevoli flussi da tutto Europa riuscendo grazie al golf a rinnovare l’intera flotta aerea nazionale, la Royal Air Marocco, che pesca passeggeri fra i golfisti negli scali del nord e centroeuropei…

Immediata e variegata la risposta italiana e se Jesolo offre con Adritica Invest un’oasi golfistica di architettura moderna, ecocompatibile, come buon investimento per assicurarsi clienti stranieri, alcune regioni si stanno attrezzando per parare la concorrenza e trattenere questa fetta di mercato. Quest’anno fa capolino per la prima volta l’Emilia Romagna che punta sulla famiglia con un strategia tipica della sua gente alla base del boom senz fine della Riviera Adriatica, e Mariavittoria Andrini presenta domenica 6 febbraio un libro-guida dal titolo” 52 domeniche di golf in Emilia Romagna, descrivendo i 23 Club affiliati alla Federazione Italiana Golf con la mappa del campo, gli score, i servizi offerti, le buche più belle, complete dei consigli di gioco dei maestri del Golf Club di riferimento e curiosità.

“La vera novità – spiega l’autrice – sta nell’accostamento golf-turismo, un binomio sempre più solido negli ultimi anni.”. Grande attenzione perciò viene riservata dunque al coinvolgimento della famiglia, per catturarla e unirla con spunti turistici e golosità oltre che lo sport.

Si ripete anche quest’anno l’Operazione Toccaferro. Niente che fare con la superstizione, si tratta della rassegna delle principali novità nel campo dell’attrezzo , oggi supertecnologico, aerodinamico, più resistente e che a detta di un mito del golf quale Gary Player ha rivoluzionato e livellato questo sport rendendolo più popolare.

“Il Salone del golf – così Lorenzo Pitirra, direttore dell’evento di Veronafiere protagonista delle nozze con Golf Town ideatrice di questa novità protagonista dell’italico boom, spiega l’iniziativa promozionale – apre tradizionalmente la stagione del golf in Italia, quale migliore opportunità dunque per scoprire le novità, prendere confidenza con proposte sempre più sofisticate e magari acquistare la prima sacca completa da gioco?. Offriamo infatti non solo alle grandi marche e ai migliori negozi italiani una ribalta unica, e il contatto diretto con la clientela ma soprattutto ci aspettiamo l’arrivo di molti appassionati. E fra questi specie i giovani colpiti certamente dai grandi successi dei fratelli Molinari e dall’esplosione di Matteo Manassero, il golden boy locale, avranno la possibilità di venire a Verona da soli , con gli amici o la famiglia per conoscere il golf ma anche soggiornare in una città bellissima e ospitale grazie a pacchetti turistici favorevoli studiati con l’Associazione Albergatori per chi vuole abbinare golf e turismo. E’ una occasione da prendere al volo per provare la propria abilità, con la possibilità di tornare a casa avendo già una prima impostazione di gioco grazie a un putting green con ben 14 postazioni e oltre 1000 metri quadrati aperto a tutti e teatro anche di gare e di Masters, oltre a mini clinic giornalieri e i preziosi consigli dei maestri della Federazione che in questa edizione metterà l’accento sul Progetto Scuola in fase d’avvio”

L’area espositiva con 150 stand sarà di circa 8 mila metri quadrati, l’origine toscana di Golftown assicura un 10 per cento di aziende di questa regione impegnata in vari settori, come la EzGo di Lucca (importatore ufficiale di golfcar americane), gli aretini Gallorini (Cashmere), Raspini (argenti) e “Paolo 90” di Foiano (copri bastoni e borse in pelle) e “La Bottega del Gusto” di Angiolino Berti con le sue 240 marmellate che ha creato per l’occasione “Angeli” a sostegno dell’impegno sociale di Life Inside per il recupero e la ricerca dei ragazzi con difficoltà di comunicazione. E l’etichetta avrà il contributo speciale di un grande artista toscano, Mauro Capitani. Il soggetto saranno due angeli, “creature” spirituali oggetto di grande attualità.


Nelle foto Angiolino Berti de “La Bottega del Gusto” al Salone del Golf di Verona ed. 2010. Nella foto al centro Angiolino Berti assieme alla nota conduttrice Eleonora Daniele fondatrice dell’associazione Life Inside, mentre nella terza foto Angiolino con il Campione di Golf Matteo Manassero.

Il costo del biglietto è di 10 euro scontato del 50 per cento per i soci del Touring Club, mentre ingresso libero per i giovani sotto i 14 anni. Un presidio della Federazione promuove il golf per tutti offrendo i propri maestri per l’avviamento e la conoscenza a questo sport tramite la propria struttura regionale veneta.

Assume sempre maggiore importanza anche la parte mondana col gala di sabato 5 febbraio ad inviti per la consegna del Golf Town Award, gli attesissimi oscar annuali del golf che non guardano solo al campione e al campionismo ma anche altri aspetti, e scende nuovamente in campo la madrina Eleonora Daniele con la sua associazione Life Inside. Quest’anno si aggiunge anche un momento culturale con un premio speciale dedicato a Davide Bisagno che verrà assegnato venerdì 4 febbraio. L’idea è stata promossa dall’avvocato Marco Bisagno, il maggior collezionista di golf d’Europa, che ha dato vita alcun i anni fa al Museo Privato Bisagno dove sono esposti migliaia di pezzi fra attrezzi e palline. La chiusura del Salone è prevista lunedì 7 febbraio con la mattinata riservata alle scuole, ai circoli e ai maestri.

Non mancheranno altre sorprese, questo appuntamento del resto è anche un buon portafortuna , da qui meno di un anno fa Matteo Manassero spiccava il suo fantastico volo con una conferenza stampa che sembra già un documento di valore “storico”.

Per dettagli, programmi, informazioni, prenotazioni e accrediti cliccare sul sito www.saloneitalianogolf.it. e su Dot.golf notizie sulle attività e iniziative degli espositori.

Verona, 10 gennaio 2011

A cura: Ufficio Stampa e comunicazione (www.saloneitalianogolf.it, email: encampana@alice.it, mob.:347-6382109, 334-3366303)

Marmellate di tutti i colori, e col tricolore…

Da Garibaldi alla mostarda della Valdichiana

BETTOLLE. E’ l’Ezio Marchi delle Marmellate, per risalire a un illustre antenato nel campo dell’alimentazione, e cominciano infatti a fioccare riconoscimenti prestigiosi, ma le sue abitudini certosine di artigiano-artista-pensatore non subiscono scosse. Anzi, la permanenza ai fornelli della sua Bottega del Gusto è durante la giornata si è fatta sempre più lunga, senza però che la sua figura centrale manchi al Ristorante di famiglia. Che abbia, mi chiedo, anche il dono dell’ubiquità?

Col cucchiaione di legno “gira” per oltre 3 ore, fin quando è ben addensata, la marmellata nelle grandi pentole di acciaio, la depone nei vasetti, segue la sterilizzazione e l’etichettatura. E trova anche il tempo, rubandolo al sonno, per l’aspetto culturale, di studio e marketing della faccenda. Ad esempio, programmare gli ulteriori step per riqualificar

Potrei arrivare anche a 1000 marmellate se non fosse il problema dei vasetti
e , a beneficio della salute (l’apporto zuccherino è sceso da oltre il 50 per centro al 35% suscitando l’interesse dal nutrizionista aretino dottor Rossi, l’esperto del programma Tv della Lambertucci), e del piacere della tavola, questo alimento antico. E purtroppo, prima che partisse con la sua crociata, quasi “dismesso” con la novità della Nutella e delle merendine. Che han creato una generazione tendente pericolosamente all’obesità.. Su marmellate, confetture e affini (gelatine, mostarde, composte eccetera), la chimica non si è risparmiata, a scapito della grande risorsa naturale (oggi si direbbe energia rinnovabile…) della frutta, dell’orto e di altri prodotti della natura, bacche, frutti di bosco e così via. E per provare questo pericolo-chimico, mi apre un barattolo di gran marca, regalatogli da un cliente tedesco. Ne esce un puzzo di acido fenico, bisogna tapparsi il naso e gettare il barattolo.

Di Angiolino Berti ha scritto il Corriere della Sera del 28 agosto, nella rubrica settimanale “Viaggi-La Dolce Vita”. Nelle sue “Scorribande” invitando i lettori al Bravìo delle Botti, Roberto Perrone giornalista-scrittore dalla penna alata ha indicato in Angiolino Berti una specie di guida illuminante per un viaggio nelle cose buone che si trovano nelle perle della Valdichiana, Montepulciano. Lui è lì, appena usciti dal casello autostradale, per soddisfare gli occhi e la gola.

“Angiolino propone una cucina con i prodotti della zona, e qualche volta divaga fino al mare, preparando un caciucco. Ma la vera passione di quest’uomo mite, in cui riversa la sua filosofia di vita dove esistono giorni buoni e meno buoni sono le marmellate. Da spalmare su una fetta di pane toscano, da farci colazione o da abbinare a un piatto”. “La vita è come la marmellata – questa la chiusura filosofica di Perrone, riecheggiando un po’ la divertente battuta di Forrest Gump nell’omonima pellicola di successo – e bisogna sempre trovare l’abbinamento giusto. Lui ne ha inventate 211, per ogni eventualità, ogni sorpresa, per ogni stimolo visivo”.

Alla Madonna del Parto di Piero (della Francesca) ha dedicato una marmellata di fragola e mela (un richiamo alla famosa voglia di fragola delle puerpere) presentata quest’estate ufficialmente alla celebrazione annuali del famoso dipinto di Monterchi. E quale contributo al famoso pittore toscano, Mauro Capitani, che firma alcune marmellate speciali, in omaggio alla vittoria dell’artista nell’ambito concorso artistico della Lancia d’Oro per il Saracino, dedicato quest’anno al Vasari, e alla secolare corsa aretina, ha preparato una delle sue bontà a base di susine e peperoncino. Perché mai questo abbinamento? Nella loro calata in Europa i saraceni attaccavano i conventi delle monache, e facevano uso del peperoncino quale medicinale, per la digestione e rinvigorire lo spirito…. Ah, dimenticavo: le susine sono il frutto stagionale più generoso della Valdichiana, e la qualità più “carnosa” sono le cosiddette “Coscia di Monaca”, bombate, un taglio in mezzo, tanta polpa rossastra più che il succo rispetto alla Goccia d’Oro o alla Verdacchia.

Angiolino Berti sta vivendo un periodo di creatività senza freni. Nel frattempo ha già raggiunto, con le ultimissime “Gelatina di Fichi bianchi” e “Composta di Pere all’Aceto Balsamico” quota 227. Ben 16 tipi in sole 5-6 settimane!.

“E’ come il cuoco che sta tutto il giorno in cucina, se vuole fare un buon servizio alla tavola e a se stesso cerca sempre il piatto nuovo”. Come, da ultimo, il “Magro di muscolo”, ricetta che il quotidiano milanese ha riportato integralmente suscitando la curiosità e l’appetito dei clienti, molti dei quali sono venuti da lontano per assaggiarlo.

“Potrei arrivare anche a 1000 marmellate se non fosse il problema dei vasetti, la mia industria inizia e finisce con le sole due mani di cui, come tutti, dispongo”.

Dice sempre che si vuole frenare, poi non ci riesce. “D’ora in avanti farò solo quelle a grande richiesta, ad esempio in questo momento arancia e ci

Molti clienti arrivano al suo ristorante per proporgli anche nuove sfide, rifornirsi per proprio uso o fare regali più unici che originali
polla, arancia e pera, susine e peperoncino. Quelle tradizionali non sembrano interessare molto, così ragiona la gente al giorno d’oggi, vuole sempre la cosa sfiziosa, ricercata”.

La “campagna” di Angiolino Berti per ritrovare il gusto per la marmellata vera, non quella commerciale, sta dando buoni frutti (in tutti i sensi) anche se la sua missione sta ripiegando su una moda, per cui la concorrenza si agita, copia, e magari l’originalità alla fine si perde.

Trovano posto in tavola anche nei pasti principali, o nelle happy hours marmellate, confetture, gelatine, composte, da ultimo anche la mostarda. Sì, grazie al “mastro marmellataro” di Bettolle adesso anche la Valdichiana ha la sua mostarda ufficiale, anche se meno famosa di quella di Cremona, da provare coi bolliti ma non solo….

Ormai molti clienti arrivano al suo ristorante (Opera-Teatro del Gusto) per proporgli anche nuove sfide, rifornirsi per proprio uso o fare regali più unici che originali, come l’alto personaggio del Vaticano che spesso fa sosta per acquistare i preziosi cofanetti, con selezioni di 2-3 marmellate speciali (Leonardo, Matilde di Canossa, Napoleone, Garibaldi) e il dipinto d’autore di Mauro Capitani sul coperchio.

Di curiosità in curiosità. Un genitore gli ha chiesto una marmellata che aiutasse il figlio a diventare un campione di sport… Un appassionato di golf chiedeva una marmellata tutta “green” da portare nella sacca durante le 4 ore di gioco, nel caso di un maggior fabbisogno energetico, ed è stata una delle novità dal Salone Italiano del Golf di Verona, e ne hanno parlato anche i giornali di finanza ed economia.. Il console italiano di Toronto conquistato da “Il segreto di Garibaldi”, barbabietola e finocchio napoletano, la “miracolosa” pappina rossa con la quale l’Eroe dei Due Mondi combatteva l’artrosi, gli ha invece chiesto di creare la marmellata dell’Unità d’Italia per le celebrazioni dei 150 anni. Quella sede diplomatica intende offrirla nelle varie occasioni di rappresentanza. Una storia quanto meno divertente. Infine, il maestro del San Carlo di Napoli, il famoso tempio musicale, gli ha espresso il desiderio di una marmellata a base della piccola saporitissima mela napoletana (l’annurca) e il peperoncino, per i suoi orchestrali. E così la Bottega del Gusto potrà raccontare a ragione che le sue marmellate si sono meritate perfino una sinfonia…

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Curarsi con la confettura di carciofo

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BETTOLLE (Siena) – La marmellate possono servire al benessere fisico, migliorare la salute e l’umore. Questo l’obiettivo che Angelino Berti persegue nella sua della Bottega del Gusto dalla quale è uscita un’innovativa confettura di carciofo. Grazie a una sostanza propria di questa pianta, la cinerina, alla quale egizi, etruschi e greci davano importanza quale rivitalizzatore dell’organismo, il carciofo migliora il flusso biliare, è epatoprotettivo e favorisce la digestione.

Nel vasetto è stavolta finito il “carciofo morello”, quello di media dimensione, scuro, caratteristico della Campania, trattato con succo e scorza di limone e arancia, zucchero e un bicchierino di rum. Il sapore del carciofo, pianta che contiene anche molto ferro, è riconoscibilissimo, e la confettura offre anche un lieve retrogusto amarognolo.

“La lavorazione – spiega il cuoco della tradizione toscana ormai vicino al traguardo delle 200 marmellate – richiede molto tempo. Bisogna sfogliare il carciofo e utilizzare solo il cuore, vale a dire il 30-35 per cento, mettendolo a bollire direttamente in acqua e zucchero per concentrarne le proprietà. Un cucchiaino ti predispone a una buona giornata, e in tavola è perfetta con carni bianche, petto di pollo o di tacchino, ma anche con bresaola per il gusto amarognolo e formaggi teneri”.

Le sue ultime tre creazioni del periodo natalizio sono state anche un altro rpdotto “tutta salute”, la marmellata di Pompelmo Rosso che arriva da Israele, trattato con solo limone e zucchero “buon con pesce bollito, carpaccio di pesce spada come antipasto e carni semicrude”, e quella dedicata all’happy hour, pera, peperoncino, limone e zucchero. Si chiama Bar Prestige. “Il peperoncino per i greci – racconta Angelino Berti – con tono favolistico ma dal concreto fondamento scientifico – era figlio di Ares, il Dio della guerra, e stimola il coraggio anche negli incontri, e superare un po’ la propria timidezza fa bene a molte persone”.

Gioielli di marmellata per un “dolce Natale”

delizietoscane
La “Bottega del Gusto” ha creato due proposte da mettere sotto l’albero natalizio: una marmellata di zucca lardaiola e arance di Sicilia e un cofanetto dedicato a Garibaldi e Leonardo

BETTOLLE (SI) – Doppio regalo natalizio di Angiolino Berti con la sua ormai conosciutissima Bottega del Gusto nata per riscoprire la marmellata come alimento del piacere, della salute, anche della comunicazione oltre che di maggior presenza sulla tavola e non solo nelle prime colazioni. Si tratta di una marmellata “special edition” per l’Accademia Italiana Gastronomia Storica con “Zucca Lardaiola e Arancia di Sicilia”, matrimonio perfetto fra la zucca gialla della Valdichiana con le sue forme caratteristiche e l’arancia di Sicilia. Due prodotti tipici di questa stagione. Trattati senza conservanti, con pectine naturali contenuti nell’arancia e il succo di limone. Questa marmellata, ideale per le feste, è indicata per gli antipasti con carpacci di carni e pesce oltre ai formaggi, e agli spuntini del pomeriggio come indicato nel libretto “Miglior Gusto” che il cuoco senese ha fatto stampare per guidare gli amanti di marmellate, confetture e gelatine al giusto abbinamento con tutti i cibi.

Angiolino Berti

Angiolino Berti

Per quanto riguarda invece il tema del pensiero natalizio per gli amici e anche quelli istituzionali cui ricorrono società, aziende e professionisti, dopo il cofanetto “4 Stagioni”, con il prodotto tipico di ciascuna stagione, è nato “I gioielli”. Si tratta di un cofanetto con due marmellate nel caratteristico vaso quadrato di 250 grammi l’una nel quale è possibile selezionare due fra le ben 160 creazioni. Una scelta a tema.

Le Quattro Stagioni

Le Quattro Stagioni

C’è chi, ad esempio, ha scelto come regalo natalizio per la propria cerchia le marmellate storiche dedicate a Garibaldi (Il segreto di Garibaldi) e Leonardo (Il segreto della Gioconda), due personaggi che sono sempre di grande attualità.

Intanto colui che è soprannominato l’artista della marmellata sta creando serate a tema, come “la Ficosa” riprendendo un’espressione dello slang giovanile dedicato alla nobiltà del fico utilizzato persino come ripieno nei tortelli di pasta fresca, lanciato un concorso di pittura nazionale dedicato alle “4 stagioni” che si svolgerà in febbraio in Valdichiana. Lo scopo è quello di attirare maggiormente l’attenzione su questo aspetto della cucina quasi dimenticato e lasciato solamente all’iniziativa della filiera industriale, con un ritardo nella ricerca e gli studi sulla salute. Oltre che di creatività.

E fra poco Angiolino Berti verrà presentato anche il marchio “L’Accademia della Marmellata” con una biblioteca e forse anche un museo.

La confettura della Gioconda

Il Segreto di Garibaldi

Il Segreto di Leonardo

Il Segreto di Leonardo

Bettolle-Siena, 8 dicembre 2009