Stampe in Bianco e Nero InkJet a Pigmenti di carbone

La tecnologia delle stampanti inkjet ha ormai raggiunto livelli qualitativi molto elevati. Con un investimento contenuto si possono acquistare stampanti in grado di produrre bellissime stampe a colori. Di pari passo con lo sviluppo di nuove tecnologie è aumentata anche l’offerta di carte, supporti speciali e di inchiostri. La gamma delle opzioni possibili è oggi così vasta che è difficile districarsi in questo mare magnum. Ciò è vero soprattutto per i meno esperti o per coloro che, per mancanza di tempo, non possono studiarsi tutte le opzioni possibili.

Ottenere risultati soddisfacenti in poco tempo non è sempre scontato. Il livello di soddisfazione è chiaramente molto soggettivo e dipende dagli skill e dalle conoscenze dirette maturate nel tempo. Come molti sapranno è necessario mettere a punto un workflow digitale che permetta a tutte le nostre periferiche di gestire correttamente il colore. La calibrazione del monitor e la profilatura della stampante sono due step indispensabili. La cosa diventa ancora più complicata se la strada che vogliamo intraprendere è quella delle stampe inkjet in bianco e nero. Su questo fronte le opzioni disponibili sono davvero molte e per tutte le tasche.

Prendendo spunto dalle risorse disponibili in rete e da alcuni forum dedicati a questi argomenti ho messo assieme alcune informazioni con la speranza che queste possano risultare utili a chi, come me, si trovasse sul punto di dover decidere qual è la strada migliore per stampare foto in bianco e nero con una stampante a getto d’inchiostro.

Man mano che si svilupperà la discussione vi segnalerò alcuni link più o meno utili e interessanti. Di sicuro un riferimento da cui non potrete sottrarvi se veramente è vostra intenzione approfondire queste tematiche è il forum DigitalBlackandWhiteThePrint.

Per chi conosce l’inglese, un’altra lettura che vi consiglio è l’articolo “Technical Issues” di Clayton Jones, dal quale ho preso alcuni spunti che qui vi ripropongo.

Prima di entrare nel vivo della questione vale la pena iniziare brevemente dagli inchiostri illustrando alcuni aspetti che saranno utili nel seguito della discussione. Le stampanti a getto d’inchiostro si dividono in due categorie:

  1. inchiostri a base di coloranti artificiali (dye);
  2. inchiostri a base di pigmenti naturali.

Gli inchiostri a base di coloranti artificiali sono soluzioni a base di acqua e coloranti. Gli inchiostri a pigmenti non sono soluzioni ma sospensioni. I pigmenti colorati sono piccole particelle che, anziché sciogliersi nel liquido, rimangono sospese nell’acqua. Anche in fase di stampa si ‘comportano’ in modo diverso. Gli inchiostri dye penetrano nelle molecole della carta mentre gli inchiostri a pigmenti si ‘spalmano’ sul foglio grazie a speciali resine con cui sono trattati. Gli inchiostri a base di coloranti hanno normalmente colori più intensi ma tendono ad attenuarsi (fading) più rapidamente rispetto agli inchiostri a pigmenti.

Le stampanti più impiegate sono sicuramente le Epson, anche se gli altri produttori (segnatamente HP e Canon) hanno modelli d’avanguardia altrettanto preformanti e competitivi. Mi limiterò in questa sede a parlare solo Epson. Se possedete una Epson un posto cui vale la pena dare una sbirciatina ogni tanto è il forum EPSON_Printers su Yahoo!. I primi modelli delle Epson utilizzavano quattro inchiostri (un nero e tre colori). I modelli più recenti utilizzando sei inchiostri (nero più cinque colori) ed hanno introdotto una tecnologia chiamata variable droplet technology (gocce d’inchiostro di dimensione diversa). Con l’introduzione dei modelli a sei inchiostri sono stati inseriti anche dei microchip nelle cartucce in modo da gestire via software anche i livelli d’inchiostro. Ultimamente Epson ha introdotto modelli a sette e otto inchiostri. Alcune sono stampanti con inchiostri dye, altre utilizzando invece inchiostri a base di pigmenti.

A prescindere dal tipo di inchiostro che utilizzate, se la vostra stampante è caricata con un set di inchiostri colorati, sarà molto difficile che riusciate ad ottenere una bella stampa in bianco e nero. Vi accorgerete rapidamente che le vostre stampe non sono neutrali e mostrano dominanti di colore che tendono a apparire diverse a seconda delle condizioni di luce. Il problema delle dominanti di colore può essere risolto in tre modi:

  1. utilizzare uno speciale software chiamato RIP;
  2. sostituire le cartucce con un set di inchiostri per il B&N;
  3. se la vostra stampante ve lo consente, utilizzate soltanto la cartuccia del nero.

RIP – In termine sta per Raster Image Processor, una tecnologia che converte le immagini in mappe di bit. I RIP non sono semplici da utilizzare e la curva di apprendimento può essere molto ardua da portare a termine prima di ottenere risultati soddisfacenti. Più in generale il RIP è un software che utilizzando particolari algoritmi permette di gestire la stampante senza passare per il suo driver. Questi software consentono di controllare il flusso d’inchiostro che arriva alla testina di stampa in modo diverso e con maggior controllo da parte dell’utente da come sarebbe invece gestito dal driver proprietario della stampante stessa. Con i RIP si può controllare il flusso d’inchiostro che arriva su ogni singolo canale. I RIP possono essere anche molto costosi. C’è un’eccezione però. Si tratta di un software diventato molto popolare chiamato QuadToneRIP, disponibile sia per Win che per Mac, e che può essere acquistato per cinquanta dollari direttamente sul web. QuadToneRIP supporta tutti (e soltanto) i modelli di stampanti Epson caricate sia con gli inchiostri originali che con gli inchiostri prodotti da altri produttori ed esistono pronti all’uso già molti profili per combinazioni stampante-inchiostro. Inoltre QTR contiene al suo interno anche tutti gli strumenti necessari per creare propri profili personalizzati in combinazione con i noti strumenti di profilatura come Gretag Eye-One o PrintFix Pro. In entrambi i casi la procedura per creare un profilo è sostanzialmente simile: si stampa un target (che viene fornito assieme a QTR) e poi si fa una lettura dei singoli campioni della scala cromatica. Se possedete PFP vi consiglio di scaricare l’ultima versione del software (PFP v2.0) perchè supporta anche QTR:

QTR e PrintFix PRO

Stampe Black Only – Il driver di alcune stampanti consente di utilizzare soltanto la cartuccia del nero. Con questo metodo si possono ottenere stampe in bianco e nero. Si tratta del modo più semplice e meno costoso da cui cominciare. Utilizzando soltanto la cartuccia del nero il driver della stampante cercherà di emulare le diverse gradazioni di grigio agendo sulla dimensione, la distanza ed il dithering delle gocce d’inchiostro. Per queste sue caratteristiche la stampa non sarà mai totalmente ricoperta da inchiostro, fatta eccezione naturalmente per le parti più scure. Con le stampanti più recenti, in grado di stampare fino a 2880 punti per pollice, si possono ottenere stampe molto uniformi con dots praticamente invisibili ad occhio nudo. Inoltre, se caricate la vostra stampante con una cartuccia di nero a base di carbone puro, otterrete stampe in grado di durare più a lungo possibile, dato che saranno prodotte utilizzando esclusivamente inchiostro a pigmenti di carbone.

Inchiostri in scala di grigio – Già da alcuni anni sono disponibili inchiostri in scala di grigio da utilizzare in sostituzione delle cartucce a colori. I prodotti più conosciuti sono sicuramente i Piezography e gli inchiostri della MIS Associates Inc. Per ottenere risultati di qualità con i Piezography è necessario impiegare un RIP, mentre gli inchiostri della MIS sono studiati per essere utilizzati ricorrendo ai driver originali della stampante in combinazione con le curve di photoshop. Si tratta comunque di inchiostri a base di carbone le cui gradazioni di grigio sono diluizioni diverse della cartuccia principale (nero). I risultati che si possono ottenere con questi inchiostri sono sorprendenti anche se il loro impiego non è del tutto privo di problemi. Al riguardo vale la pena far notare che il carbone per sua natura non è nero ma marrone scuro e questa caratteristica conferisce un tono molto caldo alle stampe. Questo problema si risolve miscelando colori diversi agli inchiostri in scala di grigio. Il mix può essere fatto all’origine agendo direttamente sull’inchiostro, o in fase di stampa, miscelando dots di inchiostro colorato direttamente sulla stampa. Questo è il caso delle stampanti Epson di ultima generazione che con l’introduzione degli inchiostri UltraChrome K3 e della modalità Advanced Black and White (ABW) permette di ottenere stampe in BW di elevata qualità. Nei casi in cui si utilizzano solo inchiostri al carbone si può invece inserire una cartuccia di Blu da usare come toner per “raffreddare” le stampe e offrire una vasta gamma di intonazioni.
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Che ne pensate? Se avete qualche informazione da aggiungere a questo articolo o se volete segnalare qualche risorsa utile (link, libri, articoli, ecc.) o approfondire qualche aspetto legato a questa tematica vi prego di farlo.

2 thoughts on “Stampe in Bianco e Nero InkJet a Pigmenti di carbone

  1. Stampo da decenni in b/n con sistemi tradizionali. Esito al passaggio al digitale per i cattivi risultati ottenuti con la mia stampante Epson R285.
    Confesso di avere poca esperienza in questo settore, però ho visto delle ottime stampe al carbone. Secondo lei posso fare qualcosa di buono con la stampante attuale o mi necessita un modello più adatto, a condizione che non costi un patrimonio. Può darmi qualche indicazione in merito?
    Grazie.
    Enzo Gomba