Quando il doping è una marmellata

A Monteroni, piccolo comune del senese, dal 2 al 9 agosto il torneo internazionale di tennis famoso al mondo per coccolare le giocatrici e portarle ai vertici della classifica le giovanissime

Da Monteroni (Siena), servizio di ENRICO CAMPANA

Il giorno che un regista vorrà fare un film sulle wild card, certamente si rifarà a Sliding Doors, quelle porte che si aprono e chiudono a scatto e simboleggiano il timing beffardo della fortuna e il suo rovescio. L’incidenza della fortuna, nel caso di Monteroni, è di primaria importanza se questo è uno dei rari tornei, se non l’unico, a vantare nell’albo d’oro due reginette ammesse nel tabellone grazie alla wild card, due toscane che vanno per la maggiore Alexia Virgili e Corinna Dentoni.

Questo fatto ha portato sul piccolo ed coraggioso circolo della val d’Arbia, che riesce a coprire senza affanni un budget di 50 mila euro, anche una ventata di sana scaramanzia, e quando venerdì sera 1° agosto si sorteggeranno i tabelloni il primo colpo d’occhio andrà alle quattro fortunate di questa 7.a edizione del torneo femminile. Un vero unicum nel mondo dello sport che ha guidato la riscossa organizzativa della Toscana, regione importante del tennis della quale resta l’indiscussa prova clou, se non altro per l’incredibile ascesa in soli 6 anni, due campionesse vere regalate al ranking, l’altoatesina Knapp (fermata per un’aritmia sulla via di Pechino, che lascerà il posto alla Mara Santangelo) e la russa Kleybanova che ha giocato alla pari con Venus Williams a Wimbledon; ma come ignorare, poi, le molte cose che succedono nei giorni del torneo e il fatto che la prova nasce in un contesto di un piccolo comune della Valdarbia, anche se Monteroni è ormai attaccata a Siena che da parte sua guarda con simpatia ogni buona iniziativa del suo territorio, specie se si tratta di sport.

La trama per la scelta delle tre wild card che può indirizzare le due finaliste che si giocheranno sabato 9 agosto la finale esce da una rigida e consolidata impostazione da parte della Federazione di mettere in circolo plasma giovane; significa favorire, spieghiamo meglio, il ricambio generazionale e gettare nel mare magnum dei tornei professionistici le nostre ragazzine per vedere se sanno nuotare. Nessun concetto spartano ma un sano” buon senso” ha invece indirizzato stavolta le scelte dei tecnici federali i quali hanno optato su un trio di poco più che 20enni le quali, per una ragione o per l’altra, infortuni, studio, scelte di vita e sport poco convinte, non sono riuscite a tradurre finora in giusta moneta il buon talento.

Un discorso a parte quello di Romina Oprandi da Berna, una delle due italo-elvetiche in tabellone (l’altra è Lisa Sabino di Lugano, anch’essa molto attesa in questa sua terza partecipazione al torneo che è ormai diventato una favola); la carriera di Romy, un tipo spiritoso, si è interrotta bruscamente all’inizio del 2007 quando, n.46 al mondo, stava per consolidare la sua scalata. E’ stata fuori un anno e mezzo, non ha scelto di rientrare a Monteroni per la ben nota passione degli oroscopi e del gioco, anche se questo, hanno detto quelli di Sky, è il torneo-fortunello per antonomasia, leggere l’albo d’oro; non c’è piuttosto pressione dentro i cancelli del CT Match Ball, ambiente familiare, servizi molto professionali, non comandano le ragioni dello sponsor, il pubblico è vicino alle giocatrici, viene al tennis spesso con tutta la famiglia, dopo cena, per divertirsi e stare al fresco e non per criticare; e il livello è quello giusto per capire quale può essere il proprio domani, come è stato per la Knapp e la Kleybanova che da Monteroni – si diceva – hanno preso il volo per il grande tennis.

(Nella foto la tennista Romina Oprandi)

Fanno ben 7 le partecipazioni invece per Giulia Gatto Monticone, “miss fedeltà” del torneo assieme a Gianna Doz, la croata che ha avuto a sua volta in extremis una wild card d’affetto per le qualificazioni. Torinese talentuosa (il suo rovescio ambidestro anticipato è davvero un colpo unico) che proprio al CT Match Ball, dove ha raggiunto due volte gli ottavi, ha debuttato 15enne nel 2002 nel circuito mondiale dedicandosi però agli studi (con ottimo profitto) e al tennis praticamente solo d’estate. Quest’anno l’universitaria Giulia, detta “madamina l’aristocratica” per il portamento, ha provato a mettere il capo fuori dall’Italia giocando parecchi tornei in Spagna e Francia; sia tardi o meno per lei l’appuntamento col successo, ha dimostrato di mancare solo di ritmo ed esperienza, basilari nei tornei di fascia alta (nei 25.000 ha perso alla Tevere Remo al 2° turno dalla Gabba e precedentemente a Latina al 1° turno dalla tosta slovena Zec-Peskic), nei 10 mila, dopo un grigio debutto indoor a Grenoble, la sua curva di rendimento è invece cresciuta prova dopo prova: semifinalista al Roma Real (-61 62 con la polacca Korzeniak), a Fuerteventura, Sp. (con la spagnola Rehberger-Bescos) e a Vic, Sp. (-61 63 con Lisa Sabino); finalista nella sua Torino (-60 64 con la kirghisa Palkina); finalmente è riuscita a Imola a vincere il suo primo torneo ITF senza perdere un solo set (+62 61 in finale con la minore delle sorelle Mayr). S’era scritta nelle quali, n.11, la Federtennis le ha offerto la terza wild card della stagione, ultima chance se vuole fare salto di qualità. Un premio giustificato naturalmente anche per i successi nei doppi ad Arezzo e Sabadell con la faentina Quercia.

Quando nei giorni scorsi abbiamo visto che Verdiana Verardi in tabellone a Vienna col n.1 abbiamo pensato quanto fosse stato duro, per lei, rinunciare al torneo preferito, al suo intenso rapporto affettivo col pubblico di Monteroni che l’ha sempre incoraggiata da quando giocò la finale del singolare (persa in 3 set con la Dentoni ), coi ragazzini che le regalavano mazzolini di fiori. E’ tornata nel 2006 e nel 2007 pagando dazio nell’ultima edizione contro l’imbattibile Kleybanova dalla quale perse, com la compagna Pioppo, negli ottavi e nella finale del doppio con la Pioppo. La 20 enne ligure quest’anno presentatasi alle gare più tardi del solito, solo a metà marzo, onorando come al solito col ben noto “braccio d’oro” bertolucciano i tornei inglesi (quarti a Bath) è passata poi da una città all’altra d’Europa con una semifinale a Bucarest, tanti stop nelle qualificazioni e quando ha creduto di avere dalla sua la fortuna, ripescata a Rimini, s’è ritrovata di fronte ancora una volta la sagoma cresciuta della Corinna Dentoni, ormai attorno al n.150 del ranking, e ci ha perso facendo però la solita bella figura (6-4, 6-4). La Federtennis, giustamente, dopo quella di Bari le ha assegnato una seconda wild card in un 25.000 mila dollari, offrendole la spinta decisiva per ancorare livelli più alti; questo guardando agli aspetti motivazionali, i sacrifici della ragazza, la sua sensibilità ma anche il suo gioco spettacolare. Ancora molto ragazzina nonostante i 21 anni, Verdinana ha fatto incetta di tricolori giovanili, e stavolta è di fronte a un esame decisivo.In questo passo delicato avrà davvero bisogno del calore del “suo” pubblico.

La quarta wild card del tabellone principale è convenuta per “contratto” (stipulato nel 2006) fra il Match Ball e il torneo internazionale di Santa Croce vinto da campionesse quali l’argentina Sabatini, la Hingis e la Kurnikova ; la vincitrice (il diritto passa alla finalista in caso di rinuncia) viene premiata da Monteroni con una wild card, nel primo anno la 15enne Palkina ha subito imposto l’alt alla Dentoni fresca detentrice del titolo. Dall’entusiasmo con la quale ha accettato il regalino degli organizzatori, Johanna Konta, inglese di passaporto australiano, una ragazzina seria, ancora senza classifica e con un ottimo bagaglio, conta di sfruttare al meglio questa occasione. Anche lei, come la Knapp potrà raccontare di aver giocato la sua prima gara nel circuito professionistico a Monteroni.Piccole donne crescono è anche la trama di questa singolare storia tennistica trionfo dell’invenzione. Pensate che alla presentazione, all’Enoteca di Siena, il Vaticano del vino, è stata regalata alle giocatrici e agli ospiti una marmellata di susine e lavanda, che si chiama “Il gusto del tennis” creata dallo chef senese Angiolino Berti, una sferzata di energia, altro che doping. In questo spicchio di Toscana dove il tennis è andato in controtendenza, con tanto di encomio del presidente della Federazione Mondiale, l’italico Ricci Bitti, che l’ha raccomandato a Tennis Europe come “format” modello al quale devono tendere tutti i tornei (live score punto dopo punto, dirette web in rete su www.itfmonteroni.com). Si stenta a credere che Monteroni, un puntino sulla carta geografica, abbia un monte-premi maggiore di tornei organizzati a Giacarta, Bucarest, Vienna, Napoli, ma i sogni fra queste dolci colline diventano realtà salvo che per la favorita, che quest’anno è Renata Voracova, n.120 mondiale . Su 6 edizioni del torneo, in programma dal 2 al 9 agosto, la favorita è arrivata in finale una sola volta, e per 3 volte non è arrivata al 2° turno, roba da sortilegio.

(Nella foto Lo chef Angiolino Berti)

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