L’elogio del Pollo Ruspante

La fotografia non è come la bellezza, non appartiene esclusivamente all’occhio di chi la vede. E’ piuttosto arte prismatica e non minore. Riflette immagini, sensazioni, offre guizzi vitali regalando all’osservatore attento elementi per un viaggio dentro (e fuori…) il tempo, lo spazio, la società, le abitudini della gente, i passaggi culturali con le relative mode. Può diventare un gioco collettivo, ma certo è lo specchio dell’animo dell’autore che nel caso di Michele Berti ha scelto la via più difficile – il verismo – dove facile è scambiare la virtù col vizio qui rappresentato dalla cruda spettacolarità. Questo suo lavoro, che potrebbe definirsi “l’elogio del pollo ruspante” si sviluppa silenzioso su un fondale a volte cupo, di colori infernali, recuperando la dignità delle “nature morte” della grande pittura. Rende anche virtuoso un rito familiare fatto di complicità, e può assurgere a metafora. Ricorda infatti l’apologo di Menenio Agrippa il quale sull’Aventino ammonì la plebe – stomaco della società – a cooperare con tutto il corpo. Ovvero l’importanza della “buona cucina”.

di Enrico Campana

 

Questo portafoglio ha partecipato al progetto “Le Immagini del Gusto” ed è stato pubblicato nel volume edito dalla Federazione Italiana Associazioni Fotografiche (FIAF). Per saperne di più su questo progetto visitate il sito www.immaginidelgusto.org. Le foto sono state esposte anche alla mostra nazionale di Bibbiena (AR) dal 1 Giugno – 7 Settembre 2008.

Per vedere le fotografie: “L’elogio del Pollo Ruspante“.

One thought on “L’elogio del Pollo Ruspante

  1. Complimenti Michele per questo progetto che mi rimanda ad un’età in cui bambino assistevo a quel rito da parte dei miei nonni con pizzico di paura e compassione che poi a sera svaniva sempre e di quelle immagini non rimaneva nulla. Bel lavoro veramente Michele.