Posts Tagged ‘Valdichiana’

Sulle sagre in valdichiana …

Tuesday, August 31st, 2010

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Ma nel 2010, la Confesercenti ha lanciato un ulteriore allarme, che va aldilà del mero ragionamento commerciale: quasi tutte le sagre, lungi dall’essere eventi folkloristici legati al territorio, diventano un modo facile e rapido per fare due soldi. E infatti fra quelle 106 sagre di cui prima, la Provincia ne ha dichiarate autentiche solo 55. E’ qui che sta il fulcro del problema: sorvolando sugli effettivi danni alla ristorazione, quale significato hanno queste feste? Detta altrimenti: mangiare sotto a uno stand con piatti di carta, serviti da bambini in pantaloni corti, è un diversivo per stare in compagnia (quasi familiare) e assaporare i piatti tipici della cultura contadina, o è solo un modo per aggirare le norme igieniche della Usl? Secondo la Provincia e secondo me, la risposta giusta più frequente è purtroppo la seconda.

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Esistono davvero delle sagre autentiche, e per fortuna sono quelle che riscuotono maggior successo: tanto per citarne alcune, potrei ricordare la Rievocazione storica della battitura del grano di Ruscello, la Sagra della bistecca di Cortona, la Sagra della porchetta di Monte San Savino.

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In altre sagre invece (quelle non autentiche, e secondo me sono molto più di 51), dopo che ti sei mangiato la tua pizza tagliata con il coltello di plastica, o balli il liscio (e anche qui potremmo accennare alle agevolazioni fiscali rispetto alle discoteche…), o te ne torni a casa. A molti clienti e soprattutto ai turisti (che del resto reputano “caratteristici” anche semplicemente i cannicci), risparmiare 5-10 euro sulla cena va più che bene. Ma, in definitiva, quali peculiarità esclusive propongono queste sagre a livello gastronomico-sociale-culturale? Cosa le differenzia da un ristorante? Forse niente.

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Montepulciano, uno strano Palio e le 211 marmellate

Monday, August 30th, 2010

[...] Mi faccio aiutare da Angiolino Berti il cui ristorante è a Bettolle, all’uscita autostradale di Valdichiana sulla Firenze-Roma, prima tappa del viaggio verso Montepulciano. Angiolino propone una cucina con i prodotti della zona, dai salumi di cinta senese alla fiorentina, dai crostini alla fettunta, dai pici fatti a mano con sugo d’anatra (o all’aglione) alla ribollita. E qualche volta divaga fino al mare, preparando un cacciucco. Ma la vera passione di quest’uomo mite, in cui riversa la sua filosofia di vita (dove esistono giorni buoni e altri meno buoni), sono le marmellate. Da spalmare su una fetta di pane toscano, da farci colazione o da abbinare a un piatto. La vita è come la marmellata, bisogna trovare l’abbinamento giusto. Angiolino ne ha inventate 211, per ogni eventualità, per ogni sorpresa, per ogni stimolo visivo. Alla Madonna del Parto di Piero della Francesca ne ha dedicata una fragola e mela. L’ultima è stata provocata dal quadro di un amico pittore, Mauro Capitani, che rappresenta un cavaliere con la lancia: susine e peperoncino. Insomma, marmellate per tutto. Anche per spingere in salita una botte, volendo.

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Premiazione – Pop Art Music Contest

Sunday, August 1st, 2010

Tutte le immagini della premiazione, della serata, del pubblico e dei giurati.

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Madways – Pop Art Music Contest (Finale)

Sunday, August 1st, 2010

Galleria fotografica dell’esibizione della band al Pop Art Music Contest organizzato dal Bar Prestige di Bettolle. Componenti della band: Jessica (Voce), Alessandro e Mauro (Chitarre), Matteo (Basso ), Luca (Batteria).

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Pop Art Music Contest su Arezzo Web

Sunday, August 1st, 2010

BETTOLLE. La prima semifinale del 24 luglio scorso ha dato i suoi meritati frutti: buona musica, ottima compagnia e il sempre nuovo Prestige Bar.
I Madways (Arezzo), Andrea Pinsuti (Bettolle) e Carlo-Francis Live (Chianciano) si sfideranno domani sera, sabato 31 luglio 2010 sul palco all’aperto del Prestige Bar che si affaccia sull’uscita della A-1 Valdichiana (Centro commerciale Le Rotonde, ingresso libero, dalle ore 22.00 (info – popartmusiccontest@gmail.com).
La prima edizione del Pop Art Music Contest esalerà i suoi ultimi ma dirompenti sospiri, dopo due mesi di selezioni e semifinali, contrassegnato da una crescita continua come interesse, qualità delle proposte e coinvolgimento degli artisti.

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Articolo sul pop art music contest uscito su www.arezzoweb.it

Articolo sul pop art music contest uscito su www.arezzoweb.it

Diama Band – Pop Art Music Contest (Semifinali)

Friday, July 30th, 2010

Galleria fotografica dell’esibizione della band al Pop Art Music Contest organizzato dal Bar Prestige di Bettolle. Componenti della band: Francesco Grotti (voce), Roberto Grigiotti (Basso elettrico), Marco Fanciullini (Batteria), Giacomo Ghezzi (Chitarra).

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Fotografie di Michele Berti (www.micheleberti.it).

Grande successo del Pop Art Music Contest sulla stampa …

Friday, July 30th, 2010

Oggi la homa page de Il Cittadino On line riporta tra gli articoli piu’ letti il pezzo di Enrico Campana “A Bettolle Piace il rock del cantautore” uscito il 29 Luglio:

A Bettolle piace il rock del cantautore tra gli aritcoli piu letti de Il Cittadino On line

A Bettolle piace il rock del cantautore tra gli aritcoli piu' letti de Il Cittadino On line

Sempre in home page de Il Cittadino on line, nella rubrica “Eventi”, e’ presente un secondo articolo – sempre di Enrico Campana – riferito questa volta all’ultima semifinale tenutasi ieri 29 Luglio: “Sabato finale a tre al Pop Art Music Contest di Bettolle

Sabato finale a tre al Pop Art Music Contest di Bettolle

Sabato finale a tre al Pop Art Music Contest di Bettolle

A riprova di questo successo facciamo notare come anche su Google, facendo una ricerca per www.ilcittadinoonline.it, l’articolo “A Bettolle Piace il rock del cantautore” compare in testa alla lista dei risultati (3° risultato proposto, v. immagine sotto):

Google

A Bettolle piace il rock del cantautore in testa alla lista dei risultati su Google

Bettolle, sabato finale a tre al Pop Art Music Contest

Friday, July 30th, 2010

La notizia vera non è la qualificazione, quale vincitrice della terza semifinale, del Pop Art Music Contest per la lunga notte di questo sabato sera (31 luglio) al PrestigeBar di Bettolle, del “degregoriano doc” Carlo Francis, la bombetta, l’abitino nero gualcito, i suoi “musici” di altissimo profilo dei quali si deve ricordare che la musica non solo la onorano ma la insegnano, facendo da supporto anche ad artisti famosi. Basta per tutti il nome della divina della musica. Sì, proprio lady Mazzini in arte Mina.

La notizia vera è che ha fatto la sua bellissima figura la Diamaband col suo solista-trasformista. L’aretino Francesco Grotti ha infatti smesso i panni (anzi: il cappellino da marine in libera uscita) del “rock carnale” di Vasco Rossi per dare una piccola lezione di professionalità.

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L’ultima semifinale ha dunque premiato Carlo, l’avvocatino di Chianciano che a settembre presenterà il suo cd. Se ha saputo calamitare professionisti esperti significa che possiede carisma, idee e talento perché in queste band prospettiche i musici stanno al capo come i capi-mastro hanno innalzato l’opera di Michelangelo e Buonarroti.

Così Enrico Campana su Il Cittadino On line. Leggi l’articolo integrale su www.ilcittadinoonline.it.

Carlo Barlozzo sul palco del Pop Art Music Contest (Prestige Bar - Bettolle)

Carlo Barlozzo sul palco del Pop Art Music Contest (Prestige Bar - Bettolle)

Carlo Francis – Pop Art Music Contest (Semifinali)

Thursday, July 29th, 2010

Galleria fotografica dell’esibizione della band al Pop Art Music Contest organizzato dal Bar Prestige di Bettolle. Componenti della band: Carlo Barlozzo (Voce e Chitarra), Gianluca Meconcelli (Batteria), Guido Pietrella (Basso) e Diego Perugini (Chitarra).

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Fotografie di Michele Berti (www.micheleberti.it).

Pop Art Music a Bettolle, Madyas primi finalisti

Sunday, July 25th, 2010

Di Enrico Campana

Pronti partenza via. Nella prima semifinale il duello all’ultima nota giocato su tre brani inediti e cover a piacere, è davvero per dirla in chiave sportiva questione di millesimi di secondo. E per la finale di sabato 31 luglio a Bettolle la spunta il punk-rock dei sorprendenti Madways sui Biondareef bravissimi “seguaci” di un pop-rock fra metafore e trovate geniali, come capitare a Malibu, e vederla innevata (di coca..) e quel sano sentimento che ancora alberga fra i giovani e richiama la tragedia della Love Parade di Duisburg di poche ore prima. Dell’amico col quale si condivideva la passione della musica, e adesso non c’è più, anzi no n è ancora nei dintorni.

E’ un po’ troppo forzato supporre che la musica, forse oggi il maggior centro gravitazionale nella comunicazione planetaria fra i giovani, ci abbia messo lo zampino. E che ci sia un invisibile fil rouge che unisce l’avanguardia di Andy Warhol e la sua Pop Art con una corrente musicale di grande successo, quello dei Velvet Undergound, di Lou Reed e della fascinosa Nico e l’ardito omaggio che gli ha voluto dedicare questo street-festival. Un microscopico puntino nelle immense galassie che ha pensato fra tante pacchiane serate col complessivo forte della cantante coscia lunga che si alterna all’omaggio al politico locale e alla porchetta, di riprendere nel manifesto la famosa banana dipinta dall’artista e dedicargli un contest con 12 giovani band e un solo traguardo: sperimentare e divertirsi a tutto rock!

Il caso ha voluto, ma sarà solo un caso, che la prima finalista del Pop Art Music di PrestigeBar sia il giovanissimo gruppo debuttante di Arezzo che ha scelto di chiamarsi Madways. Un’etichetta già in partenza intrigante che si presta a una doppia interpretazione. Potrebbe essere semplicemente “a mezza strada”, la voglia di arrivare in un punto più lontano, o più ironicamente “la strada pazza”, nel senso di curiosa, originale. Quella che ti sei costruita nella tua fantasia, non sai bene da dove viene, chi bene l’abbia tracciata e lascia il percorso aperto a sorprese, sfide, heppening. Insomma, qualcosa che prima e poi ti chiamerà a delle sfide, magari irta di ostacoli ma che è il tuo destino.

Foto di Michele Berti. All rights reserved.

Foto di Michele Berti. All rights reserved.

Ed è successo quindi, in questa strana ventata che sa un po’ di “metafisico” che abbiano vinto dunque i Madways con la sua little-Nico, quella Jessica simil bad-girl e tanto honey, gli stivaletti, la minigonna per niente tentatrice, l’orecchino al naso che ricorda la Patty Pravo dei tempi del Piper, e ha una voce tonante ma ci lavora sopra notte e giorno e oltre a scrivere i testi ci sa fare anche al piano, forse il suo jolly per la finale. Cantando rigorosamente in inglese, con testi velati per ora di mistero, pensati, scritti e interpretati direttamente nella lingua di Shakespeare, la cantante Jessica, Alessandro e Mauro alle chitarre, Matteo al basso e Luca alla batteria e Michela consulente creativa sembravano sbarcati da Liverpool o da Edinburgo e non dal garage della Valdichiana preso in affitto dove da un anno stavano preparando questo debutto che migliore non poteva essere.

Foto di Michele Berti. All rights reserved.

Foto di Michele Berti. All rights reserved.

“Nelle prove – questa la scheda autoronica consegnata alla giuria -imparano a conoscere i differenti stili amalgamandoli in qualcosa che non avevano mai sentito prima. Abbandonano le cover (i pezzi famosi, come quelli dei led Zeppelin che hanno ritoccato chiedendo scusa, nda) ed iniziano a mettere assieme qualche accordo, il risultato sono dei pezzi divertenti che i loro amici considerano pensosi, ma che poi iniziano ad apprezzare. Poi entra in scena Jessica..”

Difficile chiamare sfondare con un nome da cantante country western, certamente il discografico-pigmalione di turno incrociandola le darà un nome d’arte, e sarebbe perfetto Twenty, traduzione di 20, che sono la sua bella età, ma non cambierà la sua spontaneità. “Sono semplice, ringrazio i miei amici, quel che viene è di tutti”, si schermisce toccando il piccolo collier col primo dentino caduto.

Foto di Michele Berti. All rights reserved.

Foto di Michele Berti. All rights reserved.

“I Biondareef sono un gruppo molto omogeneo, sono bravi, sanno quello che vogliono, col loro pop-rock cercano di portare i loro pensieri alla portata di tutti, i Madways traggono le loro radici a Londra e le note rock di Jessica sono a parer mio devastante”, si sbilancia Luca di Birranthology, uno dei quattro giurati e organizzatore un musical settembrino a Scrofiano giocato sul rockabilly.

Vittoria dunque di strettissima misura, mi rileggo in testo di “After Show” dei Biondareef che dice: “sento teatro di voci, appeso alla mediocrità del suono, che non riesco a coprire quando la luce sparisce…” Niente di polemico, ovviamente solo un piccolo frammento di una produzione forse paradossalmente troppo prolifica, ma chi può frenare l’eccesso di creatività?. Per l’originale viaggio musicale “dalla Pampa a Malibù alla stanza 696 di un amore consumato nel buio”, voglio perciò ringraziare Jonathan Sarri voce e piano, Stefano Bianchi (che ha sostituito il fratello infortunato) e Michele Bacci chitarre, Michele Bacci e Stefano Isoletti batteria. Come si dice in queste occasioni, alla prossima volta. Seconda semifinale domenica sera fra la band Andrea Pinuti di Sinalunga e i Desamadre di siena, terza giovedì 29 luglio fra Diama band di Arezzo e Carlo Francis di Chianciano. Finalissima a 3 del PrestigeBar di cui il Cittadinoonline.it è Media partner nella lunga notte di sabato 31 luglio, naturalmente come trofeo sarà una banana speciale, quella dipimta da Warhol per i suoi Velvet Undergound.

Gioielli di marmellata per un “dolce Natale”

Tuesday, December 8th, 2009

delizietoscane
La “Bottega del Gusto” ha creato due proposte da mettere sotto l’albero natalizio: una marmellata di zucca lardaiola e arance di Sicilia e un cofanetto dedicato a Garibaldi e Leonardo

BETTOLLE (SI) – Doppio regalo natalizio di Angiolino Berti con la sua ormai conosciutissima Bottega del Gusto nata per riscoprire la marmellata come alimento del piacere, della salute, anche della comunicazione oltre che di maggior presenza sulla tavola e non solo nelle prime colazioni. Si tratta di una marmellata “special edition” per l’Accademia Italiana Gastronomia Storica con “Zucca Lardaiola e Arancia di Sicilia”, matrimonio perfetto fra la zucca gialla della Valdichiana con le sue forme caratteristiche e l’arancia di Sicilia. Due prodotti tipici di questa stagione. Trattati senza conservanti, con pectine naturali contenuti nell’arancia e il succo di limone. Questa marmellata, ideale per le feste, è indicata per gli antipasti con carpacci di carni e pesce oltre ai formaggi, e agli spuntini del pomeriggio come indicato nel libretto “Miglior Gusto” che il cuoco senese ha fatto stampare per guidare gli amanti di marmellate, confetture e gelatine al giusto abbinamento con tutti i cibi.

Angiolino Berti

Angiolino Berti

Per quanto riguarda invece il tema del pensiero natalizio per gli amici e anche quelli istituzionali cui ricorrono società, aziende e professionisti, dopo il cofanetto “4 Stagioni”, con il prodotto tipico di ciascuna stagione, è nato “I gioielli”. Si tratta di un cofanetto con due marmellate nel caratteristico vaso quadrato di 250 grammi l’una nel quale è possibile selezionare due fra le ben 160 creazioni. Una scelta a tema.

Le Quattro Stagioni

Le Quattro Stagioni

C’è chi, ad esempio, ha scelto come regalo natalizio per la propria cerchia le marmellate storiche dedicate a Garibaldi (Il segreto di Garibaldi) e Leonardo (Il segreto della Gioconda), due personaggi che sono sempre di grande attualità.

Intanto colui che è soprannominato l’artista della marmellata sta creando serate a tema, come “la Ficosa” riprendendo un’espressione dello slang giovanile dedicato alla nobiltà del fico utilizzato persino come ripieno nei tortelli di pasta fresca, lanciato un concorso di pittura nazionale dedicato alle “4 stagioni” che si svolgerà in febbraio in Valdichiana. Lo scopo è quello di attirare maggiormente l’attenzione su questo aspetto della cucina quasi dimenticato e lasciato solamente all’iniziativa della filiera industriale, con un ritardo nella ricerca e gli studi sulla salute. Oltre che di creatività.

E fra poco Angiolino Berti verrà presentato anche il marchio “L’Accademia della Marmellata” con una biblioteca e forse anche un museo.

La confettura della Gioconda

Il Segreto di Garibaldi

Il Segreto di Leonardo

Il Segreto di Leonardo

Bettolle-Siena, 8 dicembre 2009

Serata della Ficosa – Cena a Tema & Jazz live and RPM Jazz Trio live @ Prestige Bar & Ristorante Opera

Thursday, November 5th, 2009
Serata della Ficosa - Cena a Tema & Jazz live and RPM Jazz Trio live @ Prestige Bar & Ristorante Opera

Serata della Ficosa - Cena a Tema & Jazz live and RPM Jazz Trio live @ Prestige Bar & Ristorante Opera

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Prezioso regalo degli“Inutili” il San Giovanni Decollato di Montepulciano

Monday, September 1st, 2008

Comunicato Stampa

 

Dal 30 agosto il già invidiabile patrimonio artistico di Montepulciano si è arricchito di un’opera significativa. Un grande quadro 2 metri x 1,20 dedicato a San Giovanni Decollato è stato donato alla cittadina poliziana da gruppo di privati, la Congregazione degli Inutili, ed esposto nel Duomo meta di fedeli e turisti.

“Si tratta – ha ringraziato il sindaco Massimo Dellagiovanpaola – di un bellissimo dono, che colpisce per la qualità; un dono fatto alla città e diventa un patrimonio della collettività, in particolare per Piazza Grande di cui il Duomo è un tutt’uno con gli altri edifici”.

Lo stemma degli Inutili raffigura il San Giovanni incastonano nel motto “Verum quod inutile” che tradotto letteralmente significa “la verità è tale in quanto inutile”. Semplificando, la verità - sostengono – è di per sé certa e quindi non ha bisogno di chiacchiere e discussioni. Questi ragionamenti sulla verità quale elemento fondante della società e della conoscenza e l’spirarsi alla figura di San Giovanni, colui che predicò la verità fino al martirio tramite decapitazione, sono stati la molla per colmare un vuoto di molti secoli. Dal 1300 circa, infatti, San Giovanni Decollato è assurto a patrono e protettore di Montepulciano, oggetto di devozione ma per certi sensi “astratta” mancando da quel tempo di un’icona o una reliquia del santo venerato in moltissime città italiane e caro, fra gli altri, ai condannati a morte e ai ciabattini.

 

La ricerca, non facile e sempre aperta poiché la consultazione degli archivi e delle biblioteche non ha ancora stabilito il motivo dell’adozione del santo-predicatore onorato il 29 agosto, durante la settimana del Bravìo (Palio delle Botti), si è dunque concentrata “sul valore molto attuale di questa poderosa figura – ha spiegato il presidente degli Inutili, Federico Longobardi – apportatore del messaggio “vox clamantis in deserto” che significa dovere, giustizia, luce e pietà cristiana”

Per mons.Rodolfo Cetoloni , “bisogna dire grazie a questa bella ma impegnativa storia realizzata dalla Congregazione degli Inutili . Per il Vescovo di Montepulciano si corona un sogno. “Avevo espresso anni fa questo desiderio, e devo ringraziare – ha concluso - anche il pittore per essere entrato nell’animo del Battista con un quadro che non riflette solo la solitudine dei profeti ma anche la speranza di uscire dal deserto che abbiamo attorno a noi, e il coraggio ee3lla verità anche a costo della vita”.


Il pittore-scenografo, il 30enne Roberto Ferri, nativo di Taranto ma laureato all’Accademia di Roma con 110 e lode, una sorta di “giovane prodigio” per la sua ricerca sulla pittura antica dal 500 all’800, in particolare la pittura caravaggesca, ha raccolto molti consensi. “Ho voluto rappresentare – ha spiegato – un San Giovanni che alza l’anulare al cielo indicando il messaggio, parla attraverso l’agnello al suo fianco mentre sul tavolino la testa è il simbolo del martirio e la finestra l’accesso a Montepulciano”

Con quasi una trentina di soci, alcuni provenienti anche da varie parti d’Italia, la Congregazione degli Inutili è stata creata nel 1987, e ha quindi 21 anni. E’ presieduta dal dr.Federico Longobardi, Procuratore Generale onorario Corte di Cassazione,e comprende studiosi (fra i quali il filosofo Marcello Veneziani), professionisti, imprenditori, esperti d’arte quale Piero Acerbi che ha coordinato la scelta del pittore. Vanta un’ impronta molto aperta, laica e religiosa al tempo stesso e non politica. All’offerta del quadro, avvenuto nella Sala del Capitano gremita di ospiti e di autorità, era presente quale simpatizzante anche il prof.Asor Rosa filosofo e libero pensatore anche negli anni del suo impegno in Parlamento.

 

 

Montepulciano, 31 agosto 2008

Il Gusto dell’Opera

Thursday, June 5th, 2008

Un articolo uscito su Magazine (Il Corriere della Sera) del 5 Giugno 2008.Il Gusto dell’Opera

Il Volo dell’Angelo

Sunday, June 1st, 2008

Con la dedica a Leonardo da Vinci che s’ispirò alle labbra di una albicocca matura per la Sua enigmatica Gioconda, Angiolino Berti tocca il traguardo delle ben 130 marmellate legittimando l’attenzione del Guinness dei primati. Frutti, ortaggi e piante, e anche tanto studio e passione per celebrare il recupero di un alimento tradizionale energetico e saporito che appartiene alla gioventù e alla famiglia, e oggi arriva in tavola con formaggi, salumi, carni e persino col pesce

di Enrico Campana 

Quando poco più di un anno fa decise hobbysticamente di cimentarsi nello sconfinato “paradiso alimentare” di marmellate, confetture, gelatine, mostarde, prodotti sott’olio allo scopo di allagare le proposte del suo ristorante “Opera, il Teatro del Gusto” non immaginava che la spirale della creatività l’avrebbe intrappolato a tal punto da “firmare” ben 128 prodotti originalissimi, d’autore e che quindi la sua “La Bottega del Gusto” sarebbe diventato in breve un “marchio” conosciuto a livello mondiale tanto da suscitare l’attenzione del Guinnes dei primati. 

 Foto nr 1

Angiolino Berti, inesauribile cuoco-studioso di Bettolle cui fra i tanti compiti gli è toccato anche certificare la nascita dei pici, la tipica pasta fatta a mano rivendicata da più località e frutto invece di  un maestro di scuola di Celle sul Rigo, al confine fra le province di Viterbo e Siena, ha preferito non rinnegare  la sua  premiata e tradizionale “cucina toscana” di terra e mare. Ha invece rifiutato di ascoltare le seducenti sirene della “cucina coreografica” di forte tentazione modaiola che, spesso, giustifica anche una lievitazione dei…prezzi. Così ha trasferito nel nuovo laboratorio due capisaldi del suo credo – niente surgelati e conservanti, pasta fatta in casa e dolci di giornata – allo scopo di sviluppare un filone fino ad oggi trascurato dai suoi colleghi: portare in tavola  prodotti d’alta qualità di orti e giardini, alcuni raccolti a casa sua come il pepe verde o la marmellata.  La marmellata di maggio, sissignori, rappresenta  il trionfo del suo variegato rosaio nel quale spicca la profumatissima “rosa antica” che alla frustrante sfioritura s’immola di buon grado nella pentola con suoi petali dolci, carnosi, aromatici e dall’elevato potere nutrizionale.

Siamo dentro una galleria di prodotti più unici che rari, originalissimi, in quantità limitata tipica del grane artigianato italiano, da abbinare a carni, pesce, formaggi ma anche a salumi e dolci, come nel caso  della marmellata julienne delle grosse e invitanti arance calabresi che fa della sacher di Emiliana, la cuoca-stilista di famiglia, una portata finale davvero “trionfale”.

Ma oltre una crociata in prima persona, combattuta con la forza del lavoro e non del marketing, si tratta anche di un percorso culturale e di un recupero – come dire? – antropologico in controtendenza con la frenesia dei nuovi tempi e gli stress alimentari  che ormai sono una piaga sociale, favoriti anche dalle sofisticazioni. La marmellata, per molti, è infatti il ricordo della gioventù e della famiglia, delle merende, del cestino scolastico e quello del pic nic o della gita che non si scorda mai.

Dalle prime marmellate tradizionali, con l’impiego dei frutti di stagione, è passato a quelle fusion, anche se il termine si associa al concetto di ibrido, mentre nel suo caso individua, studiandoli, gli ingredienti in grado di esaltare al massimo il prodotto che ha in mente per abbinarlo a certi alimenti. Non è un procedere a casaccio, o a zig zag, ma un percorso metodico. E’ il caso del “Segreto di Garibaldi” a base di finocchio napoletano, barbabietola rossa e radice amara, una “pappina rossa” (come le camicie garibaldine…) capace di esaltare le carni (anche in questo caso rosse…)  ma suggerita anche col prosciutto di Praga e una gratta di rafano.

 confettura-il-segreto-di-garibaldi.jpg

Caso curioso: proprio il cibo caratteristico dell’acerrimo “nemico austriaco” ai tempi delle guerre d’indipendenza. La storia di questa marmellata “rivitalizzante” il Berti l’ha ritrovata in una novella dedicata all’arresto di Garibaldi a Sinalunga mentre cercava notizie su un suo antenato che avrebbe partecipato al famoso Sbarco dei Mille. Il generale – ha scoperto – peccava solo col sigaro toscano, mentre a tavola mangiava pochissimo e addirittura era astemio. La sua artrosi trovava sollievo dalla misteriosa pappina rossa donatagli da un genetista scozzese mentre si trovava a guerreggiare a Montevideo, e preziosa sferzata d’energia in battaglia ma anche per sostenere la sua proverbiale galanteria grazie alla quale divenne padre di altri due figli dopo i 60 anni.

Toccato a fine del 2007 il fatidico traguardo “Quota 100″ con la marmellata di Satana per via del peperoncino, subito pareggiata da quella della Bontà e dell’Angelo Custode a base di mela ranetta, pere abate e miele millefiori, bocconi paradisiaci, con un crescendo “rossiniano” il Berti  ha aggiunto nei primi 5 mesi del nuovo anno altri 28 barattoli alla sua collezione, e progetta di prendersi una pausa di riflessione ma solo dopo aver dato vita alle ultime due creazioni che gli frullano in capo da tempo, e già in via di sperimentazione. L’ultima, il dulcis in fundo,  sarà dedicata a Leonardo, il grande artista di Vinci proclamato il genio dei geni di ogni tempo in un referendum fra i paesi della Comunità Europea.

Foto nr 2 

Gli ingredienti? Angiolino Berti, come tutti i cuochi, ha i suoi piccoli segreti, ma è prevedibile che la base sarà il frutto per eccellenza di giugno, l’albicocca. L’insuperabile maestro toscano che firmò anche le nozze del secolo del rampollo degli Sforza in quel di Tortona, andava infatti matto per le albicocche fin da bambino, e le mangiava assieme al pecorino come avrebbe scoperto un novelliere che si appresta a raccontare vizi e virtù degli “storici stomaci”. Quando il padre lo mandò a Firenze per imparare il mestiere presso una bottega d’arte, Leonardo cavò dalla sua tracolla di canapa alcune albicocche offrendone, per educazione, al suo maestro il quale da quel momento lo ribattezzò “bagoghino” nome in vernacolo del gustoso frutto tipico delle natie colline.

Vera o no questa storia, l’albicocca possiede un’energia solare simile al genio dell’artista che immaginò anche le macchine volanti, mentre probabilmente si tratta di burla tremendamente… seria quando si racconta che ritoccò la Gioconda, dandole il misterioso sorriso enigmatico, osservando con gusto le labbra carnose di un’albicocca matura.

L’escalation, in cifre, della creatività di Mr.Marmelade-man, come hanno scritto gli inglesi, è stata dunque, di 7 “uscite” nei primi 5 mesi del 2008. Si è ispirato ovviamente a prodotti stagionali, come tradizione. La marmellata, infatti, è nata per conservare gli abbondanti raccolti e gustare così i sapori tipici della primavera e dell’estate  in tardo autunno e l’inverno. Sono quindi finiti in pentola, assieme a zucchero, e spesso mela (si tratta del sostituto  naturale della pectina, nel rispetto delle norme di legge e che garantisce una conservazione di almeno 3 anni) gli invernali corbezzolo, mela cotogna, cavolo cappuccio, zucca, barbabietola, arancia, mela, limoni, cedri, e i primaverili fiori di mimosa, acacia e i petali delle violette del bosco e quelli della “rosa antica”. Altro filone indovinato, le marmellate celebrative, quella di San Valentino, della Festa del papà e della Donna, a base di mimosa, o quelle dei sentimenti, la Bontà e la Passione. Per quest’ultima stravaganza non ha badato a spese per far arrivare dallo Zimbabwe (ex Rhodresia) il costosissimo Maracuya.

 Foto nr 3

Oltre al raro Frutto della Passione e all’ananas, ormai commerciale, sono finiti nei caratteristici  barattoli di vetro anche altre prelibatezze tropicali, papaya e il mango.

Grande curiosità hanno suscitato naturalmente le marmellate preferite dei grandi della storia, nate dallo studio della loro vita e dai loro gusti. Oltre a Garibaldi e Leonardo, si sa attraverso il Vasari che il Bronzino, grande ritrattista  della Firenze rinascimentale, ghiotto di cipolla inventò la panzanella (che lasciando il posto all’arancia ha dato vita a un mix ricercatissimo, che in un negozio di Pienza va a ruba), mentre è stata una vera sorpresa vedere effigiato su un’etichetta un cattivo mangiatore come Napoleone. Condottiero infaticabile, passò alla storia della cucina per aver inventato il cibo in scatola e i pasti irregolari. Gli piaceva però il riso che leniva i problemi del suo stomaco, e quindi il Berti ha pensato bene di dedicare al “grande corso” la confettura di riso e crema di riso.

 Foto nr 4

Foto nr 5 

Un sorprendente successo ha avuto anche una sorta di linea – come dire? – del marketing. Alcune aziende gli hanno chiesto, ad esempio, un prodotto di comunicazione, e una sua prelibata marmellata di Arancia e Limone è stata servita ufficialmente alle sfilate di moda milanesi, e regalata in un cofanetto stile Tiffany agli intervenuti. La “7 Delizie”, ovvero le sette goloserie dell’Eden,  invece, gli è stata richiesta dalla Tv fiorentina (Italia7Gold) che ha pensato bene di proclamarlo ufficialmente durante una trasmissione “il campione del mondo delle marmellate”.

Originalissime anche le confetture dedicate alle due ruote, chiamate “Bici e baci” e “Moto e Baci” che esprimono la forte passione italiana (e toscana!) per questo mezzo, studiate per avere una funzione alimentare di “pronta ricarica” durante un viaggio faticoso, sotto il sole, per evitare nei trasferimenti di mettersi a tavola o ricorrere all’indigesto panino. Il bacio in questione, in questi due veri gioiello, è quello del polposo cedro italiano, che nel barattolo scintilla come uno smeraldo.

Foto nr 6 

“Francamente – afferma l’Angiolino quando gli si chiede quale sia la sua marmellata più riuscita, secondo lui quella del Polo, ecologica, un inno alla natura – ogni prodotto ha una sua storia e una sua collocazione alimentare. Però non potevo immaginare che quella di cedro potesse diventare un capolavoro. Osservandola dentro la caraffa, sembra di vedere pezzi di ghiaccio verde. Mentre la preparavo, mi sconsigliavano, i miei, di mettere la menta, ma per fortuna ho difeso le mie convinzioni. E quindi quel retrogusto di freschezza crea un sapore particolare col gelato, col the, nella colazione mattutina  e anche col pesce bollito”.

Come si costruisce un record?. Si tratta  di inseguire un sogno, o di una costante applicazione derivante da studio, passione, volontà?.

In fondo – semplifica il  Berti - basta incrociare la frutta“. Sembra semplice, ma non è così. “Quando mi chiedono spesso: “come hai fatto?”, rispondo che non c’è un segreto, in fondo si tratta di fare una marmellata alla volta…. Quando una cosa piace, si fa, specie quando se viene bene”. Ovvero, nessun segreto ma un filosofia di vita e di metodologia. Forse tutto è davvero facile, basta divertirsi e se hai la fortuna di scovare l’”Angelo custode”. 

… 

Scarica l’articolo in PDF:  Il Volo dell’Angelo

Marmellata da Guiness per Garibaldi

Friday, March 21st, 2008

Proprio mentre stava presentando la sua ultima “creazione” ribattezzata “Il segreto di Garibaldi”, alle 18.01 del 19 marzo il Guinness World Record ha comunicato di aver avviato la procedura per l’omologazione del primato di Angiolino Berti.

La segnalazione partì dal programma televisivo “Aspettando il Tg” di Italia7 Gold nel corso del quale il conduttore, Claudio Sottili, definì lo chef del Teatro del Gusto di Bettolle il campione del mondo delle marmellate per aver elaborato nel giro di un solo anno oltre 100 prodotti della natura: frutti, ortaggi, piante del bosco e da ultimo anche fiori simbolici come la rosa, la mimosa e i petali della violetta. E senza usare addensanti, conservanti e col rispetto rigoroso di ogni norma in materia che permettono alle sue marmellate artistico-artigianali una conservazione di almeno 3 anni.

Col 2008 il Berti, studioso della cucina e conosciuto per le ricerca del cibo e l’affinamento dei piatti tradizionali toscani, come il filetto di cinta senese, è riuscito a trovare nuovi spunti grazie anche alla collaborazione con un’agenzia di comunicazione; sono così nate marmellate dedicate a San Valentino, alla Festa della Donna, del Papà e della Mamma con etichette originali e a volte “poetiche”.

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Ma il filone ha trovato adesso anche uno spunto storico. Da una novella toscana ispirata all’arresto di Garibaldi a Sinalunga il 23 settembre del 1867 in cui si rievoca con ironia l’infausta cena in suo onore, Angiolino Berti ha tratto la sua confettura n.119, a base di barbabietola e finocchio napoletano. Astemio e morigerato a tavola, l’Eroe dei Due Mondi ricorreva a questa “pappetta” rossastra e lievemente dolce per ritrovare la carica essendo già il suo fisico provato dai reumatismi. Da qui “Il segreto di Garibaldi” effigiato sull’etichetta col suo famoso cammeo.

Link del giorno: Marmellata di mimosa

Saturday, March 8th, 2008

Dal portale ufficiale della toscana: www.intoscana.it

Una marmellata di mimosa per la Festa della donna

Wednesday, March 5th, 2008

La Festa delle Donna è tutto un fiorire di iniziative, e Angiolino Berti segnalato al Guinness dei Primati per le sue ben 115 marmellate che nascono dagli orti, dai frutteti, dai campi e perfino dall’Africa quali il frutto della passione, presenterà in anteprima giovedì 5 marzo su Italia7Gold, l’ultima creazione del suo laboratorio del Gusto di Bettolle. Si tratta di una confettura di mimosa, una dedica particolare per “l’altra metà del cielo” da abbinare con un piatto tipico di carne della cucina senese e del menu del suo ristorante, il Teatro del Gusto, che offrirà questa novità la sera dell’8 marzo. Circa un mese fa Claudio Sottili, conduttore di”Aspettandoiltg” di Italia 7Gold, l’emittente toscana che registra punte i 45 mila telespettatori con questo fortunato e interessante programma, ha proclamato ufficialmente “Angiolino Berti campione del mondo della marmellata”, con l’invito a preparare un prodotto dedicato alla Toscana, battezzato ” 7 delizie”.

Nei giorni scorsi sono nate altre creazioni insolite come la marmellata di violemammole. Ma il cuoco ha lavorato anche su una ricetta storica (sembra dagli effetti miracolosi) attribuita a Garibaldi il quale, secondo una novella, si alimentava con una pappina di barbabietola rossa e finocchio.
Un altro riconoscimento all’esperto chef viene dal mondo della moda e il 2 aprile un’azienda-leader toscana servirà alla stampa e alla clientela nell’Opening Day a Milano alcuni assaggi delle sue marmellate; dalle più tradizionali a quelle quasi inimmaginabili, di petali di rosa, viole, ma anche fichi d’india, e frutti rari e tropicali con attenzione anche agli umili ortaggi, dall’umile patata al sedano o alla cipolla trattata con arancio o limone.

Bettolle, 5 marzo 2008

La Vacca Chianina

Monday, February 18th, 2008

Non tutti sanno che nel centro storico di Bettolle è presente un monumento di Ezio Marchi, noto veterinario bettollino la cui figura è legata storicamente alla Razza Chianina oggi conosciuta in tutto il mondo per la famosissima Bistecca alla Fiorentina.

La razza chianina era un tempo un animale da lavoro. Ancora oggi si trovano esempi che ricordano questo passato, basti pensare, per citare uno dei più famosi, al carro che porta il Palio nella città di Siena, trainato, per l’appunto, proprio da splendidi esemplari di Vacche Chianine

Palio di Siena e Vacchie Chianine

Photo by Michele Berti. Tutti i diritti riservati.

È proprio grazie ad una serie di miglioramenti introdotti da Ezio Marchi prima (1900) e da Giuliani dopo (1932) che oggi la Razza Chianina è una delle carni più apprezzate dai buongustai di tutto il mondo.

Anche in ricordo di questo illustre compaesano – per chi non lo sapesse anch’io sono bettollino – è stata costituita da qualche anno a Bettolle un’associazione chiamata “Gli Amici della Chianina” con l’obiettivo di studiare e valorizzare proprio questa splendida razza bovina.

È di questi giorni la pubblicazione di uno speciale dedicato proprio alla Chianina e alla famosa Bistecca alla Fiorentina sul sito della San Pellegrino (www.sanpellegrino.com) e dell’Acqua Panna (www.acquapanna.com). Vi consiglio di andare su uno di questi siti per leggervi lo speciale. Entrate nella sezione “Tuscany Emotions” quindi andate su “Landscapes”, la troverete un bel documento su questo famosissimo piatto tipico toscano.

Leggetelo se avete dieci minuti di tempo e guardatevi anche le fotografie, tra le quali, troverete alcuni miei scatti. Se poi vorrete, trovate le mie fotografie anche nel mio sito, raccolte assieme ad altre immagini in una galleria chiamata “La Vacca Chianina.

La Vacca Chianina

Photo by Michele Berti. Tutti i diritti riservati.

Tanto che ci siamo vorrei darvi un altro consiglio. Se volete gustarvi un’ottima bistecca alla fiorentina andate a Bettolle – il paese che ha dato i natali al mentore della Razza Chianina – e recatevi al Ristorante Enoteca Opera Teatro del Gusto (proprio davanti all’uscita del Casello Valdichiana). Li chiedete del sig. Angiolino dicendo che vi mando io … vi assicuro che una fiorentina come quella di Angiolino merita di essere assaggiata.

Si e’ chiusa la 469° edizione del carnevale di Foiano

Sunday, February 17th, 2008

Sembra che l’edizione che si è chiusa domenica scorsa sarà ricordata dai foianesi per l’affluenza record stimata intorno a 40mila visitatori (link).

I numeri che contano sono però quelli del Cantiere dei Rustici che per il terzo anno consecutivo si sono aggiudicati l’ambita Coppa del Carnevale, eguagliando il record degli anni novanta quando per tre edizioni consecutive si aggiudicarono la coppa (1994, 1995 e 1996).

I Rustici hanno vinto con il carro “Slancio Vitale“, una sorta di ricetta per raggiungere una nuova identità in un mondo in cui questa appare essere scomparsa.

Per vedere le mie fototografie di questa edizione del Carnevale di Foiano segute questo link.

 

Presepio della contrada “La Ceppa”

Sunday, January 13th, 2008

13a ed. Mostra Presepi Bettolle – Natale 2007

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Presepio della contrada “Il Casato”

Sunday, January 13th, 2008

13a ed. Mostra Presepi Bettolle – Natale 2007

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Presepio della contrada “Montemaggiore”

Sunday, January 13th, 2008

13a ed. Mostra Presepi Bettolle – Natale 2007

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Padre Pio nei presepi di Bettolle

Friday, January 11th, 2008

Vi riporto un fatto accaduto qualche giorno fa alla tredicesima mostra dei Presepi di Bettolle e che mi coinvolge se non per il fatto che da una mia domanda ne è uscita una risposta fino ad allora inaspettata. Questo episodio – al quale li per li non avevo dato molta imporanza – ha incuriosito il giornalista e scrittore Enrico Campana, presente quella sera assieme a me e autore del racconto che vi riporto qui di seguito:

Alla 13.a mostra dei Presepi di Bettolle ha riscosso quest’anno grande curiosità il grande profilo di Padre Pio proiettato nella grotta della Natività, un lavoro della contrada del Poggio alla quale la giuria ha riconosciuto, nelle sue motivazioni, una sorta di singolarissimo gioco di ombre cinesi. Un effetto che sembrava voluto ma che, in realtà, è frutto di una serie di impressionanti circostanze, e non di suggestioni in un periodo in cui si discute moltissimo sulla traslazione della salma e l’esposizione nella chiesa voluta dal famoso frate cappuccino a 40 anni dalla sua morte e meta di milioni di pellegrini.

Martedì notte il fotografo che stava lavorando per il suo blog sul presepe del Poggio ha chiesto lumi su quell’effetto particolare, e l’addetto della contrada un po’ imbarazzato ha raccontato che quel quadro non era previsto, che si è materializzato casualmente dopo il crollo e la ricostruzione del muro in pietra che reggeva le travi della capanna.

“Stavamo lavorando sul presepe, e – racconta Brunero Becherini che con altri 7 persone era all’opera – senza che lo toccassimo il muro a secco è crollato, l’abbiamo ricostruito prima di andare a dormire anche se era ormai molto tardi. Una volta ricostruito il muro, cercavamo un chiodo per appoggiare la lampada, l’abbiamo appoggiata dietro il muro ed è venuta sorprendentemente fuori l’immagine di Padre Pio”

L’episodio è successo alle ore 23 del 20 novembre, se l’è appuntato su un foglietto Daniela Tommassini la prima ad accorgersi che l’ombra era il profilo di padre Pio, e che raccontano ha pianto dalla commozione e non ci ha dormito la notte.

“La cosa - dicono al Poggio -ci ha colpito, abbiamo pensato fosse giusto migliorare la qualità dell’immagine ma certo è singolare la catena di episodi: il crollo di un muro, la ricostruzione, e quell’unico chiodo sulla parete per la lampada”.

La rassegna dei Presepi della Pro Loco di Bettolle richiama visitatori da tutta Italia e alcuni importanti sono esposti a Betlemme (a cura dell’Unesco), nel Duomo di Milano, a Verona, in Francia e Germania, testimonianza di un’arte locale ben evidenziata da Nedo Canuti, noto scultore contemporaneo “bettolino”, col suo presepe di Greggio in bronzo che si ammira nella chiesa Parrocchiale. Apertasi il 15 dicembre, la Mostra si concluderà sabato e domenica prossimi con punte di 600 visitatori giornalieri nelle 5 contrade, Montemaggiore, Le Caselle, La Ceppa, il Casato e il Poggio con la sorprendente “apparizione” di padre Pio.

 

Ed ecco la foto del Presepio di cui si parla con l’ombra che ricorda il profilo di Padre Pio proiettata all’interno della grotta, fotografia che ho scattato proprio la sera dell’episodio riportato da E. Campana nel suo racconto:

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