L’origine dell’universo

September 3rd, 2010

Nell’ultimo suo libro (“The grand design”) S. Hawking sostiene che la creazione dell’universo si puà spiegare anche senza l’intervento di Dio. Secondo Hawking la creazione dell’universo è stata una conseguenza inevitabile delle leggi della fisica. L’argomento è controverso e ci pone difronte a domande alle quali ancora non abbiamo ancora una risposta. Perchè siamo qui? Quali sono le nostre origini?

Quelli che seguono sono alcuni estratti di un articolo di S. Hawking il quale introduce il tema partendo dal mito di Boshongo (Africa Centrale) secondo cui:

In the beginning, there was only darkness, water, and the great god Bumba. One day Bumba, in pain from a stomach ache, vomited up the sun. The sun dried up some of the water, leaving land. Still in pain, Bumba vomited up the moon, the stars, and then some animals. The leopard, the crocodile, the turtle, and finally, man.

[...]

If one believed that the universe had a beginning, the obvious question was what happened before the beginning? What was God doing before He made the world? Was He preparing Hell for people who asked such questions?

[...]

However in 1915, Einstein introduced his revolutionary General Theory of Relativity. In this, space and time were no longer Absolute, no longer a fixed background to events. Instead, they were dynamical quantities that were shaped by the matter and energy in the universe. They were defined only within the universe, so it made no sense to talk of a time before the universe began. [...] Any so-called beginning of the universe would be artificial, in the sense that one could extend the history back to earlier times.

[...]

The expansion of the universe was one of the most important intellectual discoveries of the 20th century, or of any century. It transformed the debate about whether the universe had a beginning. If galaxies are moving apart now, they must have been closer together in the past. If their speed had been constant, they would all have been on top of one another about 15 billion years ago. Was this the beginning of the universe? Many scientists were still unhappy with the universe having a beginning because it seemed to imply that physics broke down. One would have to invoke an outside agency, which for convenience, one can call God, to determine how the universe began.

[...]

Leggi tutto l’intervento del Prof. S. Hawking

Su tutte le furie per un “cattivo” panino con la porchetta. Denunciata

September 2nd, 2010

Cose strane succedono in quel di Siena ….

[...]

Dopo aver addentato e gustato metà il panino, non ritenendosi soddisfatta della sua qualità, la donna, una senese di 56 anni, è tornata indietro a protestare con il commerciante pretendendone uno migliore in cambio.

Al suo rifiuto ha iniziato ad urlare, in presenza di altri avventori, e ha buttato giù dal bancone del negozio un contenitore di cristallo con dentro il pane che, nonostante il tentativo del proprietario di afferrarlo, è andato in frantumi.

[...]

Leggi tutto l’articolo su www.ilcittadinoonline.it

Suggerisco alla signora di andare il prossimo 11 Settembre alla Sagra della Porchetta di Monte San Savino che tra l’altro detiene il curioso record della porchetta più lunga del mondo (45 metri)!

www.micheleberti.it


www.micheleberti.it

Default in Today’s Advanced Economies: Unnecessary, Undesirable, and Unlikely

September 1st, 2010

The state of the public finances has worsened substantially in the main advanced economies as a result of the 2008–09 global financial and economic crisis. For some “peripheral” European countries, market participants and some commentators occasionally seem to believe that default (here intended as some form of debt restructuring) will sooner or later inevitably occur. Concerns about fiscal solvency in those countries have been reflected in financial market pressures, large default risk premiums on sovereign bonds, and downgrades by rating agencies. At the time of writing (late August 2010), credit default swap spreads are about 900 basis points in Greece and 300 basis points in Ireland and Portugal. In general, volatility remains high and every auction of government paper—especially in Europe, including in the largest countries—is closely monitored to discern possible triggers of abrupt market reactions.
In our view, the risk of debt restructuring is currently significantly overestimated. Although it is generally wise to assume that market developments reflect economic fundamentals, market overreaction does occur from time to time, with adverse implications for countries’ borrowing costs and debt dynamics. For example, considering data on sovereign bond spreads over the past decades, markets sounded false alarms in the vast majority of episodes.

[...] challenge stems mainly from the advanced economies’ large primary deficits, not from a high average interest rate on debt. Thus, default would not significantly reduce the need for major fiscal adjustment. In contrast, the economies that defaulted in recent decades did so primarily as a result of high debt servicing costs, often in the context of major external shocks. We conclude that default would not be in the interest of the citizens of the countries in question. Fiscal adjustment supported by reforms that enhance economic growth is a more effective response.

Link

Sulle sagre in valdichiana …

August 31st, 2010

[...]

Ma nel 2010, la Confesercenti ha lanciato un ulteriore allarme, che va aldilà del mero ragionamento commerciale: quasi tutte le sagre, lungi dall’essere eventi folkloristici legati al territorio, diventano un modo facile e rapido per fare due soldi. E infatti fra quelle 106 sagre di cui prima, la Provincia ne ha dichiarate autentiche solo 55. E’ qui che sta il fulcro del problema: sorvolando sugli effettivi danni alla ristorazione, quale significato hanno queste feste? Detta altrimenti: mangiare sotto a uno stand con piatti di carta, serviti da bambini in pantaloni corti, è un diversivo per stare in compagnia (quasi familiare) e assaporare i piatti tipici della cultura contadina, o è solo un modo per aggirare le norme igieniche della Usl? Secondo la Provincia e secondo me, la risposta giusta più frequente è purtroppo la seconda.

[...]

Esistono davvero delle sagre autentiche, e per fortuna sono quelle che riscuotono maggior successo: tanto per citarne alcune, potrei ricordare la Rievocazione storica della battitura del grano di Ruscello, la Sagra della bistecca di Cortona, la Sagra della porchetta di Monte San Savino.

[...]

In altre sagre invece (quelle non autentiche, e secondo me sono molto più di 51), dopo che ti sei mangiato la tua pizza tagliata con il coltello di plastica, o balli il liscio (e anche qui potremmo accennare alle agevolazioni fiscali rispetto alle discoteche…), o te ne torni a casa. A molti clienti e soprattutto ai turisti (che del resto reputano “caratteristici” anche semplicemente i cannicci), risparmiare 5-10 euro sulla cena va più che bene. Ma, in definitiva, quali peculiarità esclusive propongono queste sagre a livello gastronomico-sociale-culturale? Cosa le differenzia da un ristorante? Forse niente.

[...]

Leggi tutto l’articolo su www.valdichianoggi.it.

Montepulciano, uno strano Palio e le 211 marmellate

August 30th, 2010

[...] Mi faccio aiutare da Angiolino Berti il cui ristorante è a Bettolle, all’uscita autostradale di Valdichiana sulla Firenze-Roma, prima tappa del viaggio verso Montepulciano. Angiolino propone una cucina con i prodotti della zona, dai salumi di cinta senese alla fiorentina, dai crostini alla fettunta, dai pici fatti a mano con sugo d’anatra (o all’aglione) alla ribollita. E qualche volta divaga fino al mare, preparando un cacciucco. Ma la vera passione di quest’uomo mite, in cui riversa la sua filosofia di vita (dove esistono giorni buoni e altri meno buoni), sono le marmellate. Da spalmare su una fetta di pane toscano, da farci colazione o da abbinare a un piatto. La vita è come la marmellata, bisogna trovare l’abbinamento giusto. Angiolino ne ha inventate 211, per ogni eventualità, per ogni sorpresa, per ogni stimolo visivo. Alla Madonna del Parto di Piero della Francesca ne ha dedicata una fragola e mela. L’ultima è stata provocata dal quadro di un amico pittore, Mauro Capitani, che rappresenta un cavaliere con la lancia: susine e peperoncino. Insomma, marmellate per tutto. Anche per spingere in salita una botte, volendo.

Leggi tutto l’artico su Il Corriere della Sera

Come usare la funzione Soft Proof di Photoshop

August 27th, 2010

Per coloro che abitualmente stampano usando Photoshop una delle funzioni più interessanti e potenti è quella che permette di fare un Soft Proof ovvero di simulare sul monitor cosa ci dobbiamo aspettare sulla stampa.

Il Soft Proof si differenzia dall’Hard Proof (i cosiddetti provini di stampa) per il fatto che il primo è fatto a monitor mentre il secondo richiede di sprecare carta, inchiostro e tempo.

L’accuratezza di un Soft Proof dipende da molti fattori tra i quali, per citarne alcuni, una corretta calibrazione del monitor ed un profilo di stampa accurato. Se il vostro monitor non è calibrato non aspettatevi grossi risultati dal soft proof, quindi meglio lasciar perdere. Analogamente se il profilo della combinazione stampante-carta-inchiostro che intendete usare non è ottimale i risultati potrebbero essere deludenti: così come accade per il monitor, anche ogni stampante ha una sua caratterizzazione e la risposta cambierà a seconda del tipo di carta e degli inchiostri utilizzati.

Se lavorate su una fotografia con incorporato il profilo Adobe RGB 1998 o, meglio ancora, il profilo ProPhoto RGB non è detto che l’output della stampante sia ciò che vedete a schermo. Prima di stampare necessario capire se gli interventi di postproduzione sono adeguati oppure se è necessario apportare altre modifiche in funzione dell’output finale.

Con il soft proof di photoshop avrete un’anteprima di come la vostra fotografia potrebbe apparire sulla carta e questo vi permetterà di apportare tutte le modifiche necessarie per ottimizzarla al meglio e prima di inviare il file in stampa. In altri termini con il soft proof siete messi nelle condizioni di vedere l’immagine con il profilo di stampa che utilizzerete. Ogni combinazione carta-stampante-inchiostro avrà un profilo diverso, quindi assumendo che avete n-profili siete in grado di verificare qual è la combinazione n-esima che meglio si adatta alla stampa che intentendete effettuare.

Il processo si articola in due semplici passaggi.

1. SETUP DEL SOFT PROOF. Prima di attivare il soft-proof è necessario decidere cosa vogliamo simulare a monitor che in estrema sintesi significa decidere 1) la stampante, 2) il profilo ed 3) il tipo di rendering che utilizzeremo. In più è anche possibile decidere se vogliamo simulare il colore della carta ed il punto di nero dell’inchiostro.

L’accesso alla configurazione di questi parametri si ha attraverso il menù “View -> Proof Setup -> Custom …” . Effettuata la configurazione vi consiglio di salvarla in modo di averla sempre a disposizione. Allo stesso modo vi consiglio di salvare tanti Soft-Proof per quanti sono le combinazioni stampante-carta-rendering che utilizzate più spesso.

Una volta configurato il soft-proof dovete selezionare il profilo da usare; dal menu View -> Proof Setup trovate tutta la lista dei soft-proof che avete configurato. Basta selezionarle uno e quindi attivare il soft-proof.

Quando fate la configurazione se scegliete di simulare anche il punto di bianco della carta l’immagine, una volta attivato il soft proof, apparirà sbiadita e scolorita. Ciò dipende dal fatto che i bianchi non saranno più luminosi come normalmente un monitor li mostra a schermo. Per minimizzare questo effetto rimuovete tutta l’interfaccia grafica e lasciate soltanto la fotografia. In questo modo non vedrete a monitor aree molto luminose.

2. ATTIVAZIONE DEL SOFT PROOF. Se usate un Mac basta la combinazione “Command + Y”, con Windows, invece, premete contemporaneamente “Ctrl + Y”. In alternativa lo potete attivare dal menu View -> Proof Color. Immediatamente noterete una variazione a moniìtor: se il provino vi soddisfa procedete con la stampa, altrimenti duplicate il file (Image->Duplicate) e fate le correzioni necessarie. Vi consiglio di attivare il soft proof senza guardare il monitor e, una volta attivato, prima di guardare la fotografia aspettate un po’ di tempo (ad es. 1 minuto).

I desamadre presentano il loro primo disco

August 3rd, 2010

Intervista ad Andrea Scelfo su Il cittadino (leggi l’intervista)

Photostory pop art music contest su Il Cittadino

August 2nd, 2010

On line su www.ilcittadinoonline.it
la fotostory del Pop Art Music Contest.

La strana vittoria di Andrea P.

August 1st, 2010

Bisognerebbe seguire la genialità del Molleggiato per comprendere e dare un pizzico d’ironia quando certi verdetti lasciano perplessi , compresi gli stessi vincitori.

(…)

Giusto vincitore l’ex ragazzino dello Zecchino d’Oro laureato in ingegneria elettronica che monta impianti idraulici e aggiusta rubinetti nella bottega paterna …

(…)

Vedendo l’avvocato con la bombetta- davvero un interessante epigono di cantautori culturali come Paolo Conte -. ritrovarsi fra le mani solo una coppa di metallo nella lunga notte bettolina mi ha fatto tornare alla mente la famosa frase pronunciata tanti anni fa alle Olimpiadi dalla star di una celebre squadra Usa di pallacanestro defraudata dell’oro. Appena ricevuta la medaglia d’argento argento disse: “Non la userò nemmeno come fermacarte..”.

(…)

leggi tutto l’articolo su www.ilcittadinoonline.it

Clicca sulla foto per accedere alla galleria fotografica

Clicca sulla foto per accedere alla galleria fotografica

Premiazione – Pop Art Music Contest

August 1st, 2010

Tutte le immagini della premiazione, della serata, del pubblico e dei giurati.

Clicca sulla foto per accedere alla galleria fotografica

Clicca sulla foto per accedere alla galleria fotografica

Madways – Pop Art Music Contest (Finale)

August 1st, 2010

Galleria fotografica dell’esibizione della band al Pop Art Music Contest organizzato dal Bar Prestige di Bettolle. Componenti della band: Jessica (Voce), Alessandro e Mauro (Chitarre), Matteo (Basso ), Luca (Batteria).

Clicca sulla foto per accedere alla galleria fotografica

Clicca sulla foto per accedere alla galleria fotografica

Andrea Pinsuti – Pop Art Music Contest (Finale)

August 1st, 2010

Galleria fotografica dell’esibizione della band al Pop Art Music Contest organizzato dal Bar Prestige di Bettolle. Componenti della band: Andrea Pinsuti (Voce e Tastiera), Francesco Paterni (Chitarra), Marco Fanciullini (batteria) e Roberto Grigiotti (Basso).

Clicca sulla foto per accedere alla galleria fotografica

Clicca sulla foto per accedere alla galleria fotografica

Carlo Francis – Pop Art Music Contest (Finale)

August 1st, 2010

Galleria fotografica dell’esibizione della band al Pop Art Music Contest organizzato dal Bar Prestige di Bettolle. Componenti della band: Carlo Barlozzo (Voce e Chitarra), Gianluca Meconcelli (Batteria), Guido Pietrella (Basso) e Diego Perugini (Chitarra).

Clicca sulla foto per accedere alla galleria fotografica

Clicca sulla foto per accedere alla galleria fotografica

Fotografie di Michele Berti (www.micheleberti.it).

Pop Art Music Contest su Arezzo Web

August 1st, 2010

BETTOLLE. La prima semifinale del 24 luglio scorso ha dato i suoi meritati frutti: buona musica, ottima compagnia e il sempre nuovo Prestige Bar.
I Madways (Arezzo), Andrea Pinsuti (Bettolle) e Carlo-Francis Live (Chianciano) si sfideranno domani sera, sabato 31 luglio 2010 sul palco all’aperto del Prestige Bar che si affaccia sull’uscita della A-1 Valdichiana (Centro commerciale Le Rotonde, ingresso libero, dalle ore 22.00 (info – popartmusiccontest@gmail.com).
La prima edizione del Pop Art Music Contest esalerà i suoi ultimi ma dirompenti sospiri, dopo due mesi di selezioni e semifinali, contrassegnato da una crescita continua come interesse, qualità delle proposte e coinvolgimento degli artisti.

Leggi tutto l’articolo su www.arezzoweb.it

Articolo sul pop art music contest uscito su www.arezzoweb.it

Articolo sul pop art music contest uscito su www.arezzoweb.it

PAMC ancora tra i più letti de Il Cittadino On line

July 30th, 2010

Altro articolo di E. Campana entrato tra gli articoli più letti de Il Cittadino On Line. Questa volta a scalare la classifica il resoconto dell’ultima semifinale: Sabato finale a tre al Pop Art Music Contest di Bettolle.

Sabato finale a tre al Pop Art Music Contest di Bettolle

Sabato finale a tre al Pop Art Music Contest di Bettolle

Diama Band – Pop Art Music Contest (Semifinali)

July 30th, 2010

Galleria fotografica dell’esibizione della band al Pop Art Music Contest organizzato dal Bar Prestige di Bettolle. Componenti della band: Francesco Grotti (voce), Roberto Grigiotti (Basso elettrico), Marco Fanciullini (Batteria), Giacomo Ghezzi (Chitarra).

Clicca sulla foto per accedere alla galleria fotografica

Clicca sulla foto per accedere alla galleria fotografica

Fotografie di Michele Berti (www.micheleberti.it).

Grande successo del Pop Art Music Contest sulla stampa …

July 30th, 2010

Oggi la homa page de Il Cittadino On line riporta tra gli articoli piu’ letti il pezzo di Enrico Campana “A Bettolle Piace il rock del cantautore” uscito il 29 Luglio:

A Bettolle piace il rock del cantautore tra gli aritcoli piu letti de Il Cittadino On line

A Bettolle piace il rock del cantautore tra gli aritcoli piu' letti de Il Cittadino On line

Sempre in home page de Il Cittadino on line, nella rubrica “Eventi”, e’ presente un secondo articolo – sempre di Enrico Campana – riferito questa volta all’ultima semifinale tenutasi ieri 29 Luglio: “Sabato finale a tre al Pop Art Music Contest di Bettolle

Sabato finale a tre al Pop Art Music Contest di Bettolle

Sabato finale a tre al Pop Art Music Contest di Bettolle

A riprova di questo successo facciamo notare come anche su Google, facendo una ricerca per www.ilcittadinoonline.it, l’articolo “A Bettolle Piace il rock del cantautore” compare in testa alla lista dei risultati (3° risultato proposto, v. immagine sotto):

Google

A Bettolle piace il rock del cantautore in testa alla lista dei risultati su Google

Bettolle, sabato finale a tre al Pop Art Music Contest

July 30th, 2010

La notizia vera non è la qualificazione, quale vincitrice della terza semifinale, del Pop Art Music Contest per la lunga notte di questo sabato sera (31 luglio) al PrestigeBar di Bettolle, del “degregoriano doc” Carlo Francis, la bombetta, l’abitino nero gualcito, i suoi “musici” di altissimo profilo dei quali si deve ricordare che la musica non solo la onorano ma la insegnano, facendo da supporto anche ad artisti famosi. Basta per tutti il nome della divina della musica. Sì, proprio lady Mazzini in arte Mina.

La notizia vera è che ha fatto la sua bellissima figura la Diamaband col suo solista-trasformista. L’aretino Francesco Grotti ha infatti smesso i panni (anzi: il cappellino da marine in libera uscita) del “rock carnale” di Vasco Rossi per dare una piccola lezione di professionalità.

[...]

L’ultima semifinale ha dunque premiato Carlo, l’avvocatino di Chianciano che a settembre presenterà il suo cd. Se ha saputo calamitare professionisti esperti significa che possiede carisma, idee e talento perché in queste band prospettiche i musici stanno al capo come i capi-mastro hanno innalzato l’opera di Michelangelo e Buonarroti.

Così Enrico Campana su Il Cittadino On line. Leggi l’articolo integrale su www.ilcittadinoonline.it.

Carlo Barlozzo sul palco del Pop Art Music Contest (Prestige Bar - Bettolle)

Carlo Barlozzo sul palco del Pop Art Music Contest (Prestige Bar - Bettolle)

Carlo Francis – Pop Art Music Contest (Semifinali)

July 29th, 2010

Galleria fotografica dell’esibizione della band al Pop Art Music Contest organizzato dal Bar Prestige di Bettolle. Componenti della band: Carlo Barlozzo (Voce e Chitarra), Gianluca Meconcelli (Batteria), Guido Pietrella (Basso) e Diego Perugini (Chitarra).

Clicca sulla foto per accedere alla galleria fotografica

Clicca sulla foto per accedere alla galleria fotografica

Fotografie di Michele Berti (www.micheleberti.it).

A Bettolle piace il rock del cantautore

July 29th, 2010

Giudicare questa sfida è come scegliere fra un giro in vespa nel paesaggio toscano con la propria ragazza sul sellino e salire invece su una potente moto da cross sullo sterrato, due mezzi diversi, due emozioni differenti e un unico denominatore: professionalità, e ci dite poco?

Così Enrico Campana de Il Cittadino Online racconta le sue impressioni su questa sfida disputatasi ieri sera sul palco del Pop Art Music Contest organizzato dal Prestige Bar di Bettolle. Leggi tutto l’articolo su www.ilcittadinoonline.it.

Andrea Pinsuti sul palco del Pop Art Music Contest (Prestige Bar - Bettolle)

Andrea Pinsuti sul palco del Pop Art Music Contest (Prestige Bar - Bettolle)

Andrea Pinsuti – Pop Art Music Contest (Semifinali)

July 28th, 2010

Galleria fotografica dell’esibizione della band al Pop Art Music Contest organizzato dal Bar Prestige di Bettolle. Componenti della band: Andrea Pinsuti (Voce e Tastiera), Francesco Paterni (Chitarra), Marco Fanciullini (batteria) e Roberto Grigiotti (Basso).

Clicca sulla foto per accedere alla galleria fotografica

Clicca sulla foto per accedere alla galleria fotografica

Fotografie di Michele Berti (www.micheleberti.it).

Desamadre – Pop Art Music Contest (Semifinali)

July 28th, 2010

Galleria fotografica dell’esibizione della band al Pop Art Music Contest organizzato dal Bar Prestige di Bettolle. Componenti della band: Andrea Scelfo (voce), Francesco Ciompi, Matteo Bracalente e Leonardo Madoni.

Clicca sulla foto per accedere alla galleria fotografica

Clicca sulla foto per accedere alla galleria fotografica

Fotografie di Michele Berti (www.micheleberti.it).

Pop Art Music a Bettolle, Madyas primi finalisti

July 25th, 2010

Di Enrico Campana

Pronti partenza via. Nella prima semifinale il duello all’ultima nota giocato su tre brani inediti e cover a piacere, è davvero per dirla in chiave sportiva questione di millesimi di secondo. E per la finale di sabato 31 luglio a Bettolle la spunta il punk-rock dei sorprendenti Madways sui Biondareef bravissimi “seguaci” di un pop-rock fra metafore e trovate geniali, come capitare a Malibu, e vederla innevata (di coca..) e quel sano sentimento che ancora alberga fra i giovani e richiama la tragedia della Love Parade di Duisburg di poche ore prima. Dell’amico col quale si condivideva la passione della musica, e adesso non c’è più, anzi no n è ancora nei dintorni.

E’ un po’ troppo forzato supporre che la musica, forse oggi il maggior centro gravitazionale nella comunicazione planetaria fra i giovani, ci abbia messo lo zampino. E che ci sia un invisibile fil rouge che unisce l’avanguardia di Andy Warhol e la sua Pop Art con una corrente musicale di grande successo, quello dei Velvet Undergound, di Lou Reed e della fascinosa Nico e l’ardito omaggio che gli ha voluto dedicare questo street-festival. Un microscopico puntino nelle immense galassie che ha pensato fra tante pacchiane serate col complessivo forte della cantante coscia lunga che si alterna all’omaggio al politico locale e alla porchetta, di riprendere nel manifesto la famosa banana dipinta dall’artista e dedicargli un contest con 12 giovani band e un solo traguardo: sperimentare e divertirsi a tutto rock!

Il caso ha voluto, ma sarà solo un caso, che la prima finalista del Pop Art Music di PrestigeBar sia il giovanissimo gruppo debuttante di Arezzo che ha scelto di chiamarsi Madways. Un’etichetta già in partenza intrigante che si presta a una doppia interpretazione. Potrebbe essere semplicemente “a mezza strada”, la voglia di arrivare in un punto più lontano, o più ironicamente “la strada pazza”, nel senso di curiosa, originale. Quella che ti sei costruita nella tua fantasia, non sai bene da dove viene, chi bene l’abbia tracciata e lascia il percorso aperto a sorprese, sfide, heppening. Insomma, qualcosa che prima e poi ti chiamerà a delle sfide, magari irta di ostacoli ma che è il tuo destino.

Foto di Michele Berti. All rights reserved.

Foto di Michele Berti. All rights reserved.

Ed è successo quindi, in questa strana ventata che sa un po’ di “metafisico” che abbiano vinto dunque i Madways con la sua little-Nico, quella Jessica simil bad-girl e tanto honey, gli stivaletti, la minigonna per niente tentatrice, l’orecchino al naso che ricorda la Patty Pravo dei tempi del Piper, e ha una voce tonante ma ci lavora sopra notte e giorno e oltre a scrivere i testi ci sa fare anche al piano, forse il suo jolly per la finale. Cantando rigorosamente in inglese, con testi velati per ora di mistero, pensati, scritti e interpretati direttamente nella lingua di Shakespeare, la cantante Jessica, Alessandro e Mauro alle chitarre, Matteo al basso e Luca alla batteria e Michela consulente creativa sembravano sbarcati da Liverpool o da Edinburgo e non dal garage della Valdichiana preso in affitto dove da un anno stavano preparando questo debutto che migliore non poteva essere.

Foto di Michele Berti. All rights reserved.

Foto di Michele Berti. All rights reserved.

“Nelle prove – questa la scheda autoronica consegnata alla giuria -imparano a conoscere i differenti stili amalgamandoli in qualcosa che non avevano mai sentito prima. Abbandonano le cover (i pezzi famosi, come quelli dei led Zeppelin che hanno ritoccato chiedendo scusa, nda) ed iniziano a mettere assieme qualche accordo, il risultato sono dei pezzi divertenti che i loro amici considerano pensosi, ma che poi iniziano ad apprezzare. Poi entra in scena Jessica..”

Difficile chiamare sfondare con un nome da cantante country western, certamente il discografico-pigmalione di turno incrociandola le darà un nome d’arte, e sarebbe perfetto Twenty, traduzione di 20, che sono la sua bella età, ma non cambierà la sua spontaneità. “Sono semplice, ringrazio i miei amici, quel che viene è di tutti”, si schermisce toccando il piccolo collier col primo dentino caduto.

Foto di Michele Berti. All rights reserved.

Foto di Michele Berti. All rights reserved.

“I Biondareef sono un gruppo molto omogeneo, sono bravi, sanno quello che vogliono, col loro pop-rock cercano di portare i loro pensieri alla portata di tutti, i Madways traggono le loro radici a Londra e le note rock di Jessica sono a parer mio devastante”, si sbilancia Luca di Birranthology, uno dei quattro giurati e organizzatore un musical settembrino a Scrofiano giocato sul rockabilly.

Vittoria dunque di strettissima misura, mi rileggo in testo di “After Show” dei Biondareef che dice: “sento teatro di voci, appeso alla mediocrità del suono, che non riesco a coprire quando la luce sparisce…” Niente di polemico, ovviamente solo un piccolo frammento di una produzione forse paradossalmente troppo prolifica, ma chi può frenare l’eccesso di creatività?. Per l’originale viaggio musicale “dalla Pampa a Malibù alla stanza 696 di un amore consumato nel buio”, voglio perciò ringraziare Jonathan Sarri voce e piano, Stefano Bianchi (che ha sostituito il fratello infortunato) e Michele Bacci chitarre, Michele Bacci e Stefano Isoletti batteria. Come si dice in queste occasioni, alla prossima volta. Seconda semifinale domenica sera fra la band Andrea Pinuti di Sinalunga e i Desamadre di siena, terza giovedì 29 luglio fra Diama band di Arezzo e Carlo Francis di Chianciano. Finalissima a 3 del PrestigeBar di cui il Cittadinoonline.it è Media partner nella lunga notte di sabato 31 luglio, naturalmente come trofeo sarà una banana speciale, quella dipimta da Warhol per i suoi Velvet Undergound.

Madways – Pop Art Music Contest (Semifinali)

July 24th, 2010

Galleria fotografica dell’esibizione della band al Pop Art Music Contest organizzato dal Bar Prestige di Bettolle. Componenti della band: Jessica (Voce), Alessandro e Mauro (Chitarre), Matteo (Basso ), Luca (Batteria).

Clicca sulla foto per accedere alla galleria fotografica

Clicca sulla foto per accedere alla galleria fotografica

Fotografie di Michele Berti (www.micheleberti.it).

Biondareef – Pop Art Music Contest (Semifinali)

July 24th, 2010

Galleria fotografica dell’esibizione della band al Pop Art Music Contest organizzato dal Bar Prestige di Bettolle. Componenti della band: Jonathan Sarri (Voce, Piano), Sandro Bianchi (Chitarra, Voce), Michele Bacci (Chitarra), Stefano Isoletti (Batteria), Tommaso Turini (Basso).

Clicca sulla foto per accedere alla galleria fotografica

Clicca sulla foto per accedere alla galleria fotografica

Fotografie di Michele Berti (www.micheleberti.it).